Mobilità. Assunti in fase 0 fuori provincia: come si può accettare assegnazione colleghi con pochi punti in provincia?

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Ci scrive il marito di un'insegnante che da 13 anni, tra precariato e ruolo, si trova lontana da Palermo, provincia nella quale aveva fatto richiesta di rientrare nella fase D della mobilità.

Ci scrive il marito di un'insegnante che da 13 anni, tra precariato e ruolo, si trova lontana da Palermo, provincia nella quale aveva fatto richiesta di rientrare nella fase D della mobilità.

La fase D è appunto l'ultima della mobilità straordinaria dei docenti di ruolo per l'a.s. 2016/17. Quella con la quale, nel contratto sulla mobilità, sindacati e Miur hanno trovato un accordo per consentire anche a chi era stato assunto nella fase 0 e A del piano assunzioni 2015 di presentare domanda di mobilità interprovinciale in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di assunzione.

D'altra parte si tratta perlopiù di insegnanti che nel 2014 o anche negli aggiornamenti precedenti avevano maturato la scelta di collocarsi nelle graduatorie ad esaurimento di province diverse dalla propria, dove non avrebbero avuto la possibilità del ruolo e spesso neanche della supplenza. Poi il piano straordinario delle immissioni in ruolo, con l'assunzione in ruolo di tutti coloro che erano collocati nelle graduatorie di merito del concorso 2012 e la creazione dell'organico di potenziamento ha destabilizzato determinati equilibri.

Improvvisamente, senza che nel 2014 si potesse presumere tutto ciò, chi è stato assunto fuori provincia si è reso conto che riuscire a rientrare sarebbe stato difficile, come effettivamente accaduto.

"Sono il marito di un'insegnante che è fuori dalla propria provincia da 13 anni assunta in fase 0 (quindi indifferente la riforma buona scuola ) con un punteggio ante riforma di 196 punti e un punteggio con questa mobilità di 58 si vede esclusa dal trasferimento su Palermo. Ma scandaloso vedere dei insegnanti con 12 punti sodisfatti questo significa che questo insegnante forse ha tre mesi di insegnamento. È' assurdo e incomprensibile chiederò a questi sindacati o meglio alleati di governo spiegazioni in merito, questa ingiustizia."

Un sistema imperfetto, che lascia scontenti molti, e per il quale sicuramente sarà ancora necessario trovare dei correttivi nelle opportune sedi.

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