Mobilità 2016/17: si può perdere diritto a presentare domanda per il malfunzionamento di Istanze on line?

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E' la domanda che rivolgiamo al Ministero che, nonostante le sollecitazioni da parte dei sindacati e dei docenti stessi, non ha ancora concesso la proroga per la presentazione delle domande in fase A. 

E' la domanda che rivolgiamo al Ministero che, nonostante le sollecitazioni da parte dei sindacati e dei docenti stessi, non ha ancora concesso la proroga per la presentazione delle domande in fase A. 

Nei giorni precedenti abbiamo segnalato, sia con dei nostri articoli sia pubblicando i comunicati e le richieste delle varie sigle sindacali, le difficoltà dei docenti, rientranti nella fase A dei movimenti, a presentare la domanda di mobilità, la cui data di ultima presentazione è stata fissata dall'ordinanza ministeriale per il 23 aprile, ossia domani. In tutto l'ordinanza ha previsto dieci giorni di tempo, pochissimi rispetto al tempo ordinariamente stabilito, per fare i conti con il ritardo con cui il Ministero ha trasmesso il contratto alla Funzione Pubblica, che ha poi impiegato tutto il mese di tempo concesso per fornire il proprio parere. 

Numerosissimi docenti, ad oggi, non sono riusciti a inoltrare la domanda in quanto la piattofroma Istanze online è andata in tilt, come capita ogni qualvolta vi siano numerosi accessi contemporaneamente.

Si tratta di una situazione gravissima che, senza un intervento del MIUR, può avere conseguenze assai negative, sia per coloro che vogliono volontariamente cambiare sede sia per chi la sede deve ottenerla in quanto neo immesso.

Soprattutto per questi ultimi, il non poter presentare domanda di mobilità potrebbe avere conseguenze "nefaste", poiché verrebbero trasferiti d'ufficio contro la loro volontà, magari in una sede che non avrebbero mai espresso nella domanda. In tal modo, l'Amministrazione impedirebbe a questi docenti di esercitare un legittimo diritto, come anche a chi vorrebbe spostarsi volontariamente.

Non è assolutamente tollerabile il silenzio del MIUR ad un giorno dalla scadenza.

Ci chiediamo: qualora il MIUR non concedesse una proroga dei termini di scadenza e continuassero i malfunzionamenti e molti insegnanti non riuscissero a presentare domanda,  cosa succederebbe ai docenti interessati? potrebbero perdere un loro sacrosanto diritto solo perché il Ministero, in maniera superficiale e in un certo senso arrogante, se ne "frega" delle persone?

Auspichiamo un intervento nella giornata odierna. Qualora ciò non avvenisse, potremmo veramente affermare che in Italia si è perso di vista un aspetto che sta alla base della convivenza civile, ossia il rispetto dei diritti e, soprattutto, delle persone che ne sono titolari.

L'intervento del MIUR, in ultimo, non dovrebbe limitarsi alla proroga dei termini suddetti ma, dopo questa prima fase dei movimenti, dovrebbe pure riguardare la piattaforma suddetta, al fine di migliorarne la funzionalità, alla luce delle migliaia di domande che dovranno essere presentate dal 9 al 30 maggio. I docenti, che parteciperanno alle fasi B,C e D della mobilità, saranno sicuramente molto più numerosi dei partecipanti alla fase.

Non vogliamo nemmeno immaginare cosa potrebbe succedere, qualora non venga effettuato alcun miglioramento al portale Istanze online.

Consigliamo di fare screenhot della pagina che segnala il malfunzionamento, con data e orario, in modo da poter documentare di aver fatto accesso e non aver potuto presentare la domanda. Inoltre  è sempre possibile consegnare alla scuola di servizio il modello cartaceo con gli allegati: sarà la segreteria, poi, a trasmetterlo all'Ufficio Scolastico.

Naturalmente bisognerà provare e riprovare fino alla scadenza dei termini, dal momento che le indicazioni ministeriali non contemplano altra modalità valida per la presentazione della domanda che quella su istanze on line. 

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