Mobilità 2016/17: chi vuole spostarsi non può farlo. Chi non vuole, deve. Scheda UIl con fasi e trasferimenti su provincia o nazionale

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Pino Turi (UIL): servono strumenti normativi adatti ad una situazione straordinaria. Rischiamo un carosello infinito dove alle legittime aspettative delle persone si risponde con regole inadeguate e imprecise.

Pino Turi (UIL): servono strumenti normativi adatti ad una situazione straordinaria. Rischiamo un carosello infinito dove alle legittime aspettative delle persone si risponde con regole inadeguate e imprecise.

Anna è insegnante di ruolo, da qualche anno, a Torino.
Quest’anno vorrebbe trasferirsi a Roma. Per farlo presenterà domanda di trasferimento.

Al momento attuale, stante che sul tema della mobilità regna la massima incertezza, si può supporre che, se otterrà il trasferimento cambierà non solo città ma anche ‘status’: il trasferimento infatti comporterà la perdita della titolarità dalla sua scuola per assumere quella dell’ambito territoriale.
Passerà dalla scuola all’ambito: da lì verrà scelta dal dirigente per l’attribuzione dell’incarico triennale.

Carla è stata immessa in ruolo nella fase C è di Torino ed è riuscita restare a Torino su sede provvisoria.
Lei non ha alcuna intenzione di spostarsi, dovrà, invece, partecipare alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale. Corre, quindi, il fondato rischio di doversi trasferire anche non volendolo. Anche lei andrebbe in un ambito territoriale. Ed è dall’ambito che verrà scelta dal dirigente per l’attribuzione dell’incarico triennale.

Francesco è stato immesso in ruolo nella fase O – A a Torino. Vorrebbe tornare a Napoli ma per il suo caso vale il blocco triennale per la mobilità interprovinciale. Non può trasferirsi. Sarà costretta a restare nella provincia di Torino.

Situazioni concrete che producono effetti indesiderati e opposti.
Chi vuole spostarsi non può farlo, chi non vuole deve.

Si è passati dalla lotteria estiva – commenta Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola – alla giostra di Natale. Quel che si preannuncia – spiega – è un carosello infinito dove alle legittime aspettative delle persone si risponde con strumenti legislativi inadeguati e imprecisi.

Siamo in una situazione straordinaria – aggiunge Turi – occorre mettere a punto strumenti normativi che consentano a tutti di potersi spostare su tutti i posti.
Abbiamo chiesto un incontro al ministro per mettere a punto le soluzioni più adatte: nessuno può essere escluso. Nella trattativa che è in corso vanno superate le disparità di trattamento e trovate le soluzioni per dare chiarezza di metodo e certezze alle persone.

Ecco il quadro delle possibilità che si profilano per la mobilità degli insegnanti, se si prendono in considerazione le diverse fasi delle immissioni in ruolo:

 

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