Mobbing e Bossing a scuola, le conseguenze per i lavoratori e la Pubblica Amministrazione

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Negli ultimi anni si sente parlare sempre più frequentemente del termine mobbing che, se riferito al comportamento di un capo, diventa più precisamente bossing. Entrambi i termini identificano un preciso stato di disagio, fisico e morale, nell’ambito del lavoro, e non solo nella sfera delle aziende private ma anche e soprattutto nella pubblica amministrazione.

Definizione e storia

Il termine mobbing affonda le sue radici nel 1976, quando fu pubblicato un libro di Brodsky intitolato “The harrased worder” (“il lavoratore molestato”). In tale pubblicazione, l’autore non usa il termine preciso mobbing, ma parla di molestie e disagio sul lavoro: bisognerà aspettare Lorenz per leggere la parola mobbing per la prima volta, benché in ambito etologico e non sociologico (Lorenz si occupava di comportamento degli animali).

Negli anni Ottanta, finalmente la parola mobbing sbarca nella psicologia: Leymann lo applica per la prima volta a un nuovo disturbo che aveva osservato in diversi impiegati e operai svedesi che erano stati sottoposti a traumi psicologici sul posto di lavoro. È con Leymann, dunque, che si ha una piena ratificazione dell’importanza sia della medicina del lavoro che della forma di stress proveniente da vessazioni o vilipendi sul lavoro da parte dei colleghi.

Le conseguenze psico-fisiologiche

Il mobbing, infatti (dall’inglese to mob, assalire violentemente – proprio come faceva un gruppo di piccoli uccelli che assaliva un uccello più grande – comportamento osservato da Brodsky), va a intaccare la soddisfazione dei bisogni fondamentali dell’uomo. Tali bisogni, secondo il noto psicologo Maslow – che per primo parlò di “piramide dei bisogni” – si dividono in 5 categorie, che formano appunto una piramide (in basso i più basilari, propedeutici a quelli posti sulla punta in alto). Si tratta di:

1- bisogni fisiologici (cibarsi, dormire, avere un riparo ecc..)

2- bisogni di sicurezza (lavoro sicuro, risparmi economici ecc..)

3- bisogni di appartenenza (alla società, a un gruppo di amici..)

4- bisogni di successo (stima degli altri, auto-stima, ecc..)

5- bisogni di autorealizzazione (la realizzazione del proprio io ideale, dei propri desideri, di ciò in cui si crede ecc…).

Il mobbing, dunque, agisce su questa piramide e la sgretola, a partire dalla punta fino a minare persino i bisogni fisici e fisiologici della persona, poiché provoca insonnia e inappetenza – nei casi più gravi – oltre che emicrania, ansia, stress ecc.

I danni per la Pubblica Ammnistrazione…

Quando il dipendente soffre, l’intera azienda soffre: esso provoca problemi di efficienza, mancato raggiungimento dei traguardi, e persino problemi di efficacia nelle mansioni basilari. Il fenomeno sta assumendo dimensioni allarmanti anche e soprattutto nel settore pubblico: da una relazione dell’ISPELS (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) si apprende come il 71% delle denunce relative al mobbing riguardi i dipendenti della PA, in particolare le donne.

e per la scuola

A scuola, questo si traduce in una richiesta di periodi di malattia certificati per motivi di stress psicologico, non sempre denunciati come mobbing per via della paura di ritorsioni o atti persecutori da parte dei vessatori.

I dipendenti scolastici, loro malgrado, perdono così mesi o addirittura anni preziosi per la propria formazione ed esperienza, contribuendo ad acuire il fenomeno della precarietà e della discontinuità didattica (nel caso in cui il mobbizzato si tratti di un docente), a spese degli alunni ma anche proprie.

School bossing & straining

Si tratta di un fenomeno che, soprattutto in ambiente scolastico, può identificarsi con il bossing (anche detto mobbing verticale), diventando così school bossing: accade quando ad agire in maniera discriminatoria o persecutoria è il/la preside.

Si parla anche di straining: una forma di mobbing attenuato verso un’insegnante vittima che diviene vittima di comportamenti ostili e lesivi della sua integrità psicofisica e personalità morale da parte della dirigenza scolastica.

Il mobbing è dunque un fenomeno lesivo non solo della persona che ne diviene vittima, ma di tutto il sistema al cui interno quella persona lavora e, più in senso lato, della nostra società.

Monitoraggi e prevenzione

È dunque necessario e richiesto dalla legge che le aziende si dotino di sistemi di monitoraggio che, in maniera anonima, riportino la presenza di abusi di potere ed eventuali atti di mobbing. A partire dal gennaio 2011, per le aziende italiane è obbligatorio effettuare la valutazione dello Stress Lavoro Correlato. E a scuola? Bastano gli sportelli d’ascolto, contro il mobbing ma anche il bossing?

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