MIUR rischia commissariamento dopo il ricorso di un preside siciliano

di redazione
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Un dirigente scolastico della provincia di Agrigento era risultato destinatario della sanzione disciplinare della sospensione non retribuita dal servizio per tre mesi.

Un dirigente scolastico della provincia di Agrigento era risultato destinatario della sanzione disciplinare della sospensione non retribuita dal servizio per tre mesi.

Il Giudice del lavoro di Agrigento, in accoglimento del suo ricorso, aveva dichiarato la nullità della sanzione disciplinare irrogata e condannato il Ministero dell'Istruzione a corrispondere al ricorrente il trattamento retributivo per il periodo di sospensione dal servizio, nonchè la somma di 2.500 euro a titolo di risarcimento del danno per il mancato espletamento delle funzioni di presidente della Commissione giudicatrice degli esami di Stato, con conseguente condanna del Ministero anche al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in 4.133 euro oltre accessori.

Il MIUR non si è appellato alla sentenza ma non l'ha neanche eseguita, per cui il dirigente si è rivolto al TAR, il quale ha ordinato al Ministero dell'Istruzione di corrispondere le somme dovute entro sessanta giorni, nominando commissario ad acta per l'ipotesi di ulteriore inadempienza il prefetto della Provincia di Palermo.

Il TAR ha anche condannato il Ministero al pagamento di una penalità di mora, quantificata nella misura dello 0,50% sull'importo dovuto per ogni mese di ulteriore ritardo, e al pagamento delle spese processuali inerenti il giudizio di ottemperanza, liquidate in cinquecento euro, oltre accessori.

Se il MIUR non pagherà quanto dovuto entro sessanta giorni, il prefetto della provincia di Palermo si insedierà al Ministero dell'Istruzione quale commissario ad acta nominato dal Tar Sicilia per l'esecuzione della sentenza.

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