Il MIUR predispone e organizza i pagamenti scolastici in modalità telematica: la scuola non va spersonalizzata

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Azione Civile Area Scuola – Attraverso la digitalizzazione e l'informatizzazione la scuola italiana si allontana sempre di più dagli studenti e dalle loro famiglie.

Azione Civile Area Scuola – Attraverso la digitalizzazione e l'informatizzazione la scuola italiana si allontana sempre di più dagli studenti e dalle loro famiglie. Già le iscrizioni scolastiche bisogna farle on line. In un momento sociale di forte crisi economica, che pesa su oltre 6 milioni di italiani senza reddito da lavoro, la scuola pubblica dovrebbe essere “gratuita” e non dovrebbe imporre anche pagamenti telematici, per ogni attività programmata dalle mense alle gite, a persone che forse non sono tutte in grado di effettuarli o affrontarli. In un momento di grande crisi sociale della famiglia (2 milioni e mezzo di italiani sono divorziati con figli che ne subiscono le conseguenze) , la scuola dovrebbe fare di tutto per avvicinarsi ai giovani e non allontanarli dietro lo schermo di un computer e di un telefonino.

La scuola non deve trasformarsi in un freddo servizio amministrativo che non tiene conto della interazione prossemica con la famiglia e gli studenti. La scuola ha il dovere di tornare ad un ruolo di guida e di sostegno per i giovani che vivono un periodo storico complesso, e spesso indifferente, ai loro reali e personali bisogni affettivi e culturali. Solo la Scuola, ponendosi come esempio di umanità e socialità, può dare ai giovani che l’hanno persa quella giusta dose di fiducia per affrontare la loro vita, e di questo bisogna assolutamente tenerne conto.

Il MIUR continua a calare dall’alto delle riforme che spersonalizzano la missione della scuola, finendo per qualificarla come una qualunque azienda dove gli studenti sono relegati al posto di operai. Un esempio dello scempio perpetrato ai danni dei giovani sono anche le nuove disposizioni sull’Alternanza scuola-lavoro obbligatoria, che a breve sarà determinata e anticipata per legge a partire dal secondo anno delle scuole superiori. I giovanissimi saranno chiamati a lavorare gratis nelle aziende, scelte dalla loro scuola con modalità non criticabili, senza esimersi dall’ubbidire, pena la bocciatura. Questa nuova imposizione ha il vago sapore di istigazione al lavoro minorile di passata memoria.

Azione Civile -Area Scuola

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