Miur paga 28.000 euro per immissioni in ruolo su pettine

di Lalla
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Anief – Una raffica di successi per i ricorsi “pettine” promossi dall’ANIEF investono nel giro di pochi giorni il MIUR e lo costringono a riconoscere le ragioni dei nostri iscritti con relativa condanna al pagamento delle spese di giudizio. Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, avvalendosi della preziosa collaborazione dei nostri legali sul territorio, ottengono presso i tribunali del lavoro di tutta Italia ben dieci pronunciamenti favorevoli con cinque condanne ex art. 96 c.p.c. a carico del Ministero dell’Istruzione per aver alimentato e procrastinato colpevolmente un contenzioso superfluo e costoso.

Anief – Una raffica di successi per i ricorsi “pettine” promossi dall’ANIEF investono nel giro di pochi giorni il MIUR e lo costringono a riconoscere le ragioni dei nostri iscritti con relativa condanna al pagamento delle spese di giudizio. Gli Avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, avvalendosi della preziosa collaborazione dei nostri legali sul territorio, ottengono presso i tribunali del lavoro di tutta Italia ben dieci pronunciamenti favorevoli con cinque condanne ex art. 96 c.p.c. a carico del Ministero dell’Istruzione per aver alimentato e procrastinato colpevolmente un contenzioso superfluo e costoso.

Il Tribunale di Napoli, infatti, rifacendosi ai numerosi pronunciamenti favorevoli già emessi dal medesimo tribunale – e ottenuti dall’ANIEF sempre avvalendosi della pregevole esperienza sul territorio dell’Avv. Michele Speranza – con cinque sentenze di identico tenore conclude riconoscendo che il MIUR va senz’altro condannato per lite temeraria ex art. 96, terzo comma, c.p.c. “avuto riguardo alla condotta dell’Amministrazione, irragionevolmente elusiva del diritto della ricorrente protrattosi a lungo nel tempo, nonostante che tale diritto fosse già stato ripetutamente accertato da una pluralità di pronunce da parte di diversi organi giurisdizionali (TAR Lazio, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale, quest’ultima per ben due volte), in tal modo ingiustificatamente procrastinando la realizzazione delle legittime aspirazioni della ricorrente ed alimentando un contenzioso superfluo e costoso”. Per ognuno dei cinque iscritti ANIEF, dunque, il Ministero dell’Istruzione è stato condannato all’inserimento “a pettine” nelle graduatorie d’interesse con relativo riconoscimento del diritto alla stipula del contratto di lavoro a tempo indeterminato finora negato, al pagamento delle spese di giudizio e all’ulteriore risarcimento del danno per elusione del giudicato per una somma complessiva di ben 20.000 Euro.

L’ANIEF ottiene sempre soddisfazione e piena ragione a dimostrazione della solidità delle tesi patrocinate in favore dei propri iscritti e registra ulteriori successi – con relativo riconoscimento del diritto all’immissione in ruolo in virtù del corretto inserimento “a pettine” nelle graduatorie 2009/2011 – anche presso il Tribunale di Nicosia, in cui ha affidato la tutela dei propri iscritti alla competenza dell’Avv. Giancarlo Longo; presso il Tribunale di Piacenza, con sentenza ottenuta grazie al sempre ottimo intervento dell’Avv. Irene Lo Bue; presso i Tribunali di Bologna e Ravenna, con ricorsi curati sul territorio dall’indispensabile Avv. Tiziana Sponga e presso il Tribunale di Catania dove l’attento patrocinio dell’Avv. Adriana Carrabino, nonostante i notevoli e congeniti ritardi registrati in questo tribunale, ottiene piena tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. in favore di una nostra iscritta, con relativo riconoscimento del diritto all’inserimento “a pettine” nelle graduatorie d’interesse anche ai fini della stipula di contratto di lavoro a tempo indeterminato. La soccombenza del MIUR in tutti questi procedimenti, è costata complessivamente all’Amministrazione ulteriori 8.000 Euro di spese di giudizio; sarebbe stato sicuramente più economico, e probabilmente anche più decoroso, se il Ministero dell’Istruzione avesse dato ragione al nostro sindacato sin dall’inizio.

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