MIUR non smentisce ritocco ad orario dei docenti, ma: “taglieremo solo 10.000 cattedre”. Siamo già europei.

di
ipsef

red – "No allarmismo" dice il Ministero, il taglio non riguarderà 30.000 cattedre, ma appena un terzo. Bindi a Profumo: Non voteremo nuovi sacrifici "No a misure che disattendono contratto e diritti degli insegnanti". FLI presneta interrogazione parlamentare.

red – "No allarmismo" dice il Ministero, il taglio non riguarderà 30.000 cattedre, ma appena un terzo. Bindi a Profumo: Non voteremo nuovi sacrifici "No a misure che disattendono contratto e diritti degli insegnanti". FLI presneta interrogazione parlamentare.

Una scuola "meno chiusa e più europea" è l’auspicio del Ministro Profumo e ad esso viene legato, da alcuni organi di stampa, l’aumento del carico lavorativo a 24 ore per i docenti delle secondarie. In realtà, come spesso è accaduto, dietro europa e altri termini europeisti (che fanno chic e giustificano praticamente tutto) si cela la volontà di far pagare la crisi ai soliti noti.

L’orario settimanale di ore di lezione in classe in Italia è nella media europea se non addirittura superiore. Alle medie i docenti lavorano 18 ore, controle 18,1 della media europea; mentre alle superiori lavorano 18 ore, contro le 16,3 della media europea. Le intenzioni, ancora tutte da dimostrare, di aumentare il carico lavorativo a 24 ore non ha nulla a che vedere con l’Europa, ma ha solo l’obiettivo di risparmiare, ancora, a discapito dei precari.

La notizia, anticipata l’altro ieri dalla nostra redazione, ha messo in subbuglio il mondo della scuola. Dalla parte degli insegnanti si sono schiarati sindacati e partiti politici.

Il Partito Democratico è intervenuto con esponenti come Fioroni che ha consigliato al Ministro "un po’ di silenzio: rinunci agli annunci e parli solo dopo qualche fatto”.

FLI ha presentato una interrogazione parlamentare (appena inviataci in redazione) con la quale chiede la verdicità della notizia e, nel caso di risposta affermativa, con quali alchimie procedurali si vorrebbe aggirare la materia contrattuale.

Rosy Bindi avverte il governo e il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo: "Sappia che non saremo disponibili a votare tagli mascherati e misure che disattendono i legittimi diritti degli insegnanti e le aspettative di migliaia di giovani che da anni aspirano inutilmente all’insegnamento".
"Vedremo se le anticipazioni, davvero preoccupanti, che riguardano il mondo della scuola sono solo gossip, come afferma il ministro Profumo. Ma fin d’ora il ministro sappia che per quanto ci riguarda la scuola ha già dato molto e non è il caso di chiedere ulteriori sacrifici. Soprattutto quando si presentano come uno stravolgimento del contratto, nello stesso anno in cui non sono stati pagati gli scatti e molti di loro si sono visti sfumare la pensione".

Il Ministero da canto suo non smentisce la notizia e affida alle agenzie di stampa un "no allarmismi, cifre su precari non chiamati fuori controllo". I tagli, dunque ci saranno, ma si invita "alla calma e a non favorire allarmismi". Secondo viale Trastevere le cifre fornite da alcuni sindacati che parlano di "30 mila precari per la riformulazione dell’orario dei docenti non verrebbero chiamati. Il numero di cui si sta discutento, e in una bozza ancora in itinere è di circa un terzo di quella indicata".

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