Miur condannato a risarcire 50 mila euro ad ATA precario della scuola

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Gli Avvocati Chiara Samperisi e Annamaria Zarrelli del foro di Roma hanno ottenuto una vittoria in favore di un lavoratore precario della scuola assunto quale Assistente Amministrativo (ATA) presso una segreteria scolastica attraverso plurimi contratti di Collaborazione Coordinata e Continuativa (co.co.co.).

Il lavoratore conveniva in giudizio il Miur per chiedere la ricostruzione della propria carriera ed il pagamento delle differenze retributive e contributive spettantigli in ragione della situazione di insostenibile precariato, che lo vedeva protagonista senza soluzione di continuità a far data dal 1° luglio 2001.

Il ricorrente, infatti, da oltre 17 anni (e fino all’intervenuta stabilizzazione part-time) ha sempre svolto le medesime mansioni presso lo stesso Istituto, ragion per cui il Tribunale di Locri, nella persona della Dott.ssa Ciniglio, ha riscontrato l’assenza di ragioni oggettive in grado di giustificare la conclusione di contratti a termine per un periodo di tempo così lungo (17 anni) e, dunque, ha riconosciuto la responsabilità del MIUR per il rinnovo illimitato di contratti a termine per far fronte a croniche e ordinarie esigenze di servizio.

Per questi motivi il Tribunale ha condannato il Miur al riconoscimento in favore del ricorrente dell’anzianità lavorativa maturata in forza del servizio prestato a termine ai fini della progressione economica attribuita dai CCNL al personale di ruolo e al pagamento delle differenze retributive, maturate a detto titolo maggiorate di interessi.

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