Misurare l’inclusione in una scuola: in allegato questionario destinato ad alunni

WhatsApp
Telegram

Come è possibile misurare, efficacemente, il livello di inclusione percepito in una scuola, di ogni ordine e grado? Perché è utile farlo e ogni quanto sarebbe necessario predisporre dei questionari? Quali questionari utilizzare? La somministrazione dei questionari dell’INDEX, strumento destinato alle istituzioni scolastiche che hanno come obiettivo la trasformazione della loro cultura e delle loro pratiche, è necessario e indifferibile per arrivare a essere delle scuole davvero per tutti. Evidentemente, la valutazione dell’inclusione percepita deve riguardare ciascuno degli alunni della scuola. Il termine prende in carico l’insieme delle differenze inclusive di una scuola non limitandosi agli alunni con disabilità oppure agli alunni con bisogni educativi speciali. In questa dimensione il concetto normativo viene superato per recuperare l’insieme delle espressioni e delle potenzialità di tutti.

Ridurre le barriere all’apprendimento e alla partecipazione degli studenti

Il processo di autoanalisi di un’istituzione scolastica ha l’obiettivo di ridurre le barriere all’apprendimento e alla partecipazione degli studenti, monitorando la propria adeguatezza rispetto al modello inclusivo stesso: in questa direzione l’analisi attraverso gli indicatori mira a sostenere lo sviluppo inclusivo delle scuole, ponendo l’attenzione sui valori e sulle condizioni dell’insegnamento e dell’apprendimento, come si legge nella “Sintesi dei risultati dei questionari di autovalutazione del livello di inclusione scolastica percepito nell’Istituto” dell’Istituto Comprensivo Usini-Uri, diretto magistralmente dal dirigente scolastico prof. Luciano Sanna.

I passaggi importanti del lavoro coi questionari

Questi possono definirsi i passaggi più importanti del lavoro coi questionari:

  • Adattamento dei questionari;
  • A chi somministrare: insegnanti, alunni e genitori?
  • Come somministrare? -In presenza/a distanza; in situazione “ad hoc” o generica;
  • Analisi dei dati.

La prospettiva di coinvolgimento attivo degli alunni

Questi sono inseriti in una prospettiva di coinvolgimento attivo degli alunni in un processo che mette in relazione le conoscenze formali con quelle personali ed esperienziali. L’Index for inclusion (Indice per l’inclusione), proposta realizzata da Tony Booth e Mel Ainscow (2002) per il Centre for Studies on Inclusive Education, rappresenta uno dei primi tentativi operativi di caratterizzare il concetto di inclusione all’interno delle strutture scolastiche. Frutto di tre anni di lavoro condotto da un gruppo di insegnanti, genitori, dirigenti, amministratori locali, ricercatori e rappresentanti delle organizzazioni disabili, lo strumento è destinato alle istituzioni scolastiche che hanno come obiettivo la trasformazione della loro cultura e delle loro pratiche per essere la scuola di tutti.

La costruzione dell’indice

L’indice è costruito attorno a quattro componenti:

  • le dimensioni e le sezioni che permettono di organizzare e strutturare l’approccio alla valutazione e allo sviluppo della scuola
  • gli indicatori con domande che consentono un’analisi dettagliata dei vari aspetti che definiscono l’inclusione
  • i concetti chiave che permettono di avere punti teorici di riferimento in grado di sostenere il senso dell’autoanalisi
  • il processo inclusivo che orienta il percorso di analisi, pianificazione e messa in atto delle decisioni.

Il monitoraggio dell’inclusione

Prima di procede sulla modalità di monitoraggio dell’inclusione è necessario fissare meglio su quai indicatori costruire il monitoraggio. Partiamo, dunque, banalmente, ma non troppo, ribadendo che con il monitoraggio dobbiamo verificare se l’inclusione scolastica sia davvero:

  • apprendere, attraverso tentativi, a superare gli ostacoli all’accesso e alla partecipazione di particolari alunni, attuando cambiamenti che portino beneficio a tutti gli alunni;
  • riformare la scuola affinché essa possa velocemente rispondere alle diversità degli alunni;
  • migliorare la scuola sia in funzione del gruppo docente che degli alunni;
  • valorizzare in modo equanime tutti gli alunni, le loro famiglie e il gruppo docente;
  • accrescere il grado di partecipazione degli alunni e ridurre la loro esclusione;
  • enfatizzare il ruolo della scuola nel processo sociale di costruzione delle comunità e promuovere valori;
  • migliorare, in termini relativi e assoluti, i risultati formativi;
  • promuovere il riconoscimento e il sostegno reciproco tra scuola e comunità.

L’Index per l’inclusione trae origine dal modello sociale di disabilità

L’Index per l’inclusione prende spunto (potremmo dire, tranquillamente, deriva) dal pregevole modello sociale di disabilità. Nel Regno Unito, infatti, c’è una decisa critica alle scuole speciali e una seria ed impegnativa battaglia, culturale, per assicurare, agli alunni e alla società, scuole per tutti. L’Italia detiene, anch’essa, un modello che si orienta verso l’inclusione di tutti gli alunni.

Gli obiettivi comuni

Questi obiettivi comuni:

  • piena partecipazione;
  • massimo apprendimento possibile ma per un gruppo di alunni diverso.

Le buone prassi

I due concetti si arricchiscono l’uno con l’altro:

  • inclusione porta l’attenzione sul contesto, i suoi ostacoli e i suoi facilitatori;
  • buone prassi di integrazione sono necessarie per una buona inclusione (lettura dei bisogni, metodologie specifiche, gestione della classe eterogenea, collaborazione extrascuola).

Questionario Valutazione Inclusione LdA ALUNNI PRIMARIA

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur