Miozzo: “Sui banchi a rotelle polemica montata. Rifatto arredo scuole”

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Secondo Agostino Miozzo “il Cts ha esaurito il suo motivo di essere. Ha lavorato bene, con coraggio, per tredici mesi. Possiamo anche dire che tra vuoti istituzionali e risposte da sperimentare ha contribuito a salvare questo Paese, ma adesso non serve più”. Lo afferma  l’ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’, ormai passato a Viale Trastevere come consulente di Bianchi.

In tredici mesi le cose sono cambiate, e in particolare nell’ultimo mese e mezzo è cambiata l’amministrazione pubblica. Adesso c’è una struttura che può affrontare la battaglia contro il Covid, prima il Cts ha dovuto supplire a mancanze palesi. Le Regioni andavano per conto loro, i ministeri faticavano. Ora c’è un coordinamento generale e un blocco istituzionale più saldo”.

Il ministero non ha dati, e questa è una sua antica lacuna. Non sa quanti docenti sta vaccinando, – aggiunge ancora Miozzo – non conosce i contagi interni agli istituti scolastici. All’ultimo questionario inviato, ha risposto il dieci per cento dei dirigenti scolastici. Domande impossibili, da trattato epidemiologico”.

Secondo Miozzo, oltre a vaccinare il personale “bisogna organizzare un sistema di monitoraggio sanitario efficace ed efficiente e soprattutto di pronto intervento. E poi far sì che le decisioni sulle aperture e sulle chiusure siano sempre di più concertate e omogenee sul territorio nazionale”. 

Abbiamo patito il risultato di tutte le lacune di cui il mondo della scuola ha sofferto nei decenni passati, arrivando ad affrontare la più grande emergenza della nostra storia con una struttura poco efficiente, che si è salvata, e si salva ancora oggi, – prosegue Miozzo – solo grazie al sacrificio ed allo spirito di servizio di centinaia di migliaia di professori, insegnanti, personale di supporto che in questi mesi hanno fatto miracoli pur operando con strumenti didattici spesso da dimenticare“.

“Autocritica? L’abbiamo fatta sempre. Forse non siamo stati capaci, ma forse non dipendeva da noi, di curare bene la comunicazione, specie verso le categorie più sensibili e fragili, i giovani e i ragazzi”. Dice l’ex coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Agostino Miozzo. “Il Covid avviene in epoca di social media e noi non eravamo preparati alla comunicazione sui social – ha aggiunto il neo consulente del ministro dell’Istruzione Bianchi -. Noi dobbiamo raggiungere i ragazzi che vanno al Pincio (a Roma, ndr) a menarsi, solo così possiamo ridurre la diffusione del virus tra gli adolescenti“.

Miozzo al Corriere Tv

Ad ottobre-novembre, con la seconda ondata, l’epidemia è tornato un problema di carattere nazionale, con le scuole che riaprivano. E’ stato un dramma assoluto dare indicazione alla ministra Azzolina che l’unico rimedio era il distanziamento a scuola, in classi pollaio poi…“. Così l’ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo a Rcs Academy su CorriereTv.

C’è stata una polemica eccessiva sui banchi a rotelle, montata, ci sono cose più importanti. Questa emergenza ha rifatto l’arredo delle scuole italiane – ha aggiunto il neo consulente del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi -. Ho sofferto di vedere Paesi come Francia e Germania che davano indicazioni diverse da noi sulla scuola e 20 regioni in Italia che davano indicazioni diverse, vedere scuole chiuse e centri commerciali aperti“.

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