Il ministro Giannini: se gli studenti italiani sono pigri, la colpa è della politica che non ha dato un ruolo centrale alla scuola

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GB – Il ministro dell’Istruzione, l’Università e la ricerca, Stefania Giannini, è intervenuta alla trasmissione ‘Prima di tutto" su Radio uno ed ha commentato i risultati dell’Ocse riguardo all’istruzione in Italia.

L’Ocse ha infatti stabilito che siamo messi malissimo in Lettura, Matematica e Scienze, e lo siamo per una tendenza al lasciar perdere, con la convinzione che "non si è portati" invece del "mi applico finché non ci riesco".

GB – Il ministro dell’Istruzione, l’Università e la ricerca, Stefania Giannini, è intervenuta alla trasmissione ‘Prima di tutto" su Radio uno ed ha commentato i risultati dell’Ocse riguardo all’istruzione in Italia.

L’Ocse ha infatti stabilito che siamo messi malissimo in Lettura, Matematica e Scienze, e lo siamo per una tendenza al lasciar perdere, con la convinzione che "non si è portati" invece del "mi applico finché non ci riesco".

Nella classifica Ocse degli studenti che sanno utilizzare sacrificio e perseveranza per raggiungere un obiettivo ai primi posti c’è la Corea, seguita a ruota da Norvegia e Finlandia.

”Il ritratto tracciato dall’Ocse è molto realistico ed è certamente imputabile anche alla politica in quanto strumento fondamentale per gestire cosa pubblica: se le cose funzionano male o sono trascurate la responsabilità è sua”, ha premesso la titolare del Miur.

”Non si tratta però – ha proseguito – solo dell’avvicendamento di ministri: il male originario è nel fatto che in 20 anni non ricordo un governo che abbia messo il tema scuola al centro della propria agenda politica.

Dall’assenza di scelte coraggiose di investire nella scuola e meno altrove. Cosa che, invece, questo governo sta facendo e dobbiamo andare, ovviamente, oltre l’edilizia scolastica, l’ho detto subito”.

In merito all’altra rilevazione dell’Ocse sugli scarsi risultati degli studenti italiani nelle materie scientifiche che richiedono un elevato grado di applicazione ”non mi sento di definire pigra la popolazione studentesca italiana”, ha affermato Giannini, osservando, però, che ”la cultura dello studio e del sacrificio si sia un pò persa nella nostra società, anche nelle famiglie”.

In tale quadro, il ministro ha rilevato come in Italia ”il rapporto che c’è tra l’acquisto di un’utilitaria e il mantenimento di un ragazzo all’università è più o meno lo stesso. Non so – ha aggiunto – quante famiglie preferiscano all’utilitaria la garanzia di un futuro ai propri figli: dovremmo recuperare tutti la cultura e il valore dello studio”, ha concluso.

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