Ministro Profumo, a quando la cancellazione definitiva del “Salva-precari”?

Di Lalla
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Francesco Fabbricatore – Gentile ministro Profumo, per mezzo del caotico e leviatanico ministero Gelmini noi docenti precari della scuola siamo letteralmente sprofondati in un vortice da cui non riusciamo più ad uscirne, che scatena giorno dopo giorno guerre tra poverissimi, nella sostanza è: bellum omnium contra omnes! Se aggiungiamo a questa particolarità abissale tipicamente italiana, il vizietto di alcuni furbetti e soprattutto furbette, che ne approfittano di questa situazione, scalando in modo manicheo e puntuale le nostrane bibliche graduatorie con servizi e certificati di dubbio valore effettivo, allora la beffa diventa illimitata.

Francesco Fabbricatore – Gentile ministro Profumo, per mezzo del caotico e leviatanico ministero Gelmini noi docenti precari della scuola siamo letteralmente sprofondati in un vortice da cui non riusciamo più ad uscirne, che scatena giorno dopo giorno guerre tra poverissimi, nella sostanza è: bellum omnium contra omnes! Se aggiungiamo a questa particolarità abissale tipicamente italiana, il vizietto di alcuni furbetti e soprattutto furbette, che ne approfittano di questa situazione, scalando in modo manicheo e puntuale le nostrane bibliche graduatorie con servizi e certificati di dubbio valore effettivo, allora la beffa diventa illimitata.

Da questo laconico e doveroso preambolo, vorrei entrare meglio e sinteticamente nel merito della questione. Purtroppo, il modello "valutativo-occupazionale” dato dal ministero precedente ha fatto sì che la la forma di reclutamento della G.a E. diventasse più intricata, "antimeritocratica", junglesca (divisione in “plurigraduatorie”: G.P, G.M., G.a E. e parte della G.I.) e iper-immobile (a titolo delle mie conoscenze unica al mondo), inoltre, che permettesse uno scadimento del reclutamento stesso, legittimasse privilegi paradossali o non equi, e in ultimo, cosa non da poco un esaurimento nervoso in tutti noi. Una delle cause maggiori, signor Ministro, è da ricercarsi di certo nel decreto salva (beffa) precari, una camicia di forza anticostituzionale, che viola palesemente da tre anni la perequazioni dei diritti dei docenti inseriti nella GaE.

Di fatti, per trarre un semplice postulato di tale quadro reclutatorio, ma a me pare più reclusorio, diversi colleghi che insegnano da un anno o poco più godono di questa prebenda, altri per converso (tantissimi) con molti anni di insegnamento sono del tutto esclusi; nella sostanza chi possiede il “gratta&vinci-la cattedra” giusto si è garantito durante tutto un a.s. o l’insegnamento, o 12 punti per la G.a E. .

Pertanto, non ci vuole molto a capire quale sia la forte disparità venutasi a creare con l’introduzione di questa <<Genialata Epocale>>, per la quale, e con tutta sincerità, viene tantissima rabbia assistere con impotenza, sia i sindacati che non fanno alcun riferimento su ciò, sia gli artefici di questo scempio, che ancora oggi hanno la faccia tosta di commentare le solite cianfrogne spaziali su riviste cartacee e on-line, dopo aver distrutto le nostre esistenze!

Ma, dal momento che lei è un autorevole esponente dell’attuale governo che preconizza più Equità, più Rigore e più Crescita in Italia, ritengo (e così la maggior parte degli insegnanti inclusi nelle Graduatorie ad Esaurimento) sia giunto il momento, da un lato, di indagare meglio e presto, dall’altro, nel mettere fine a questo paradossale parametro di reclutamento, e polarizzarsi esclusivamente sugli anni di insegnamento abbinati a quelli della formazione.

In questo gioco al massacro fatto fino adesso nei nostri confronti, ci siamo abituati nel bene e nel male a mitridatizzarci nelle storture decisionali, a sopravvivere in apnea, a essere “tagliuzzati” ovunque, addirittura a ingoiare termini come “fannulloni” , “scansafatiche” o “bamboccioni”. Stante queste le conclusioni, al di là dei nostro sacrosanto mugolare anacamptico, ci auguriamo di cuore che la nuova fase politica scolastica sia di altro tessuto operativo, che realizzi finalmente scelte rapide e adeguate alla nostra drammatica situazione precariale e non usi come antidoto alla disoccupazione solo neologismi quale docente “allocato”, che attraverso una fluidità lessicologica potrebbe suggerirci nel tempo strane trasformazione del suo significato originario come ad es. docente in perenne standby o peggio allocco.

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