Ministro Giannini dispensa tranquillità sull’avvio del nuovo anno, ma rimane vivo il problema del precariato

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Anief –  Oggi il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha detto che “la chiarezza” sulle assunzioni dei docenti previste della riforma "verrà dimostrata con un avvio regolare dell'anno scolastico", con "tutte le cattedre che saranno coperte" e che non ci troviamo di fronte ad una "deportazione" di docenti precari dal Sud al Nord Italia, ma di una fisiologica “mobilità che tutte le generazioni del pubblico impiego hanno vissuto”.

Anief –  Oggi il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha detto che “la chiarezza” sulle assunzioni dei docenti previste della riforma "verrà dimostrata con un avvio regolare dell'anno scolastico", con "tutte le cattedre che saranno coperte" e che non ci troviamo di fronte ad una "deportazione" di docenti precari dal Sud al Nord Italia, ma di una fisiologica “mobilità che tutte le generazioni del pubblico impiego hanno vissuto”.

Per il sindacato Anief, premesso che nessun comparto pubblico ha mai vissuto ad un esodo forzato di decine di migliaia di dipendenti precari e in larga prevalenza con più di 40 anni di età, Giannini ha dimenticato di dire che il problema del precariato e della ‘supplentite’, che il Governo ha sempre detto di voler vincere attraverso la riforma della ‘Buona Scuola’, rimarrà in vita in tutta la sua essenza.

I numeri, in certi casi, valgono più dei commenti-spot televisivi: perché delle 103mila assunzioni previste dalla Legge 107/2015, se ne realizzeranno non più di 80mila effettive. Questo perché circa 15mila immissioni in ruolo non potranno realizzarsi, visto che le graduatorie sono esaurite e altre 7mila verranno destinate agli esuberi. Se consideriamo che delle 80mila rimanenti, la metà si concretizzeranno solo tra un anno, poiché le assunzioni saranno giuridiche e quindi si tratterà di fatto ancora una volta di supplenze, ci rendiamo conto della pochezza dell’efficacia del piano straordinario di assunzioni. Il quale, lo ricordiamo ancora una volta, in origine prevedeva 150mila stabilizzazioni, tanto che la Legge di Stabilità 2015 ha provveduto a coprire quell’esatto numero, tanto che forte di quella quota di assunzione il premier Renzi un anno fa di questi tempi aveva più volte detto che avremmo assistito alla fine della supplentite. Alla fine della fiera, invece, di assunzioni effettive ne sono state portate a termine meno di un terzo.

“Ciò ha comportato – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief – che mentre il ministro Giannini dispensa parole di tranquillità sul nuovo anno, sostenendo che tutte le cattedre verranno coperte, avremo ancora 150mila docenti abilitati all’insegnamento che continueranno a fare i supplenti. Un terzo sono quelli non assorbiti dalle GaE, in prevalenza delle graduatorie della scuola dell’Infanzia, e 100mila continueranno ad essere chiamati dalle liste d’Istituto, in prevalenza su cattedre ancora astutamente collocate sino al 30 giugno 2016 ma a tutti gli effetti libere: basti pensare che sul sostegno si assumono oggi appena 8mila docenti specializzati, quando lo scorso anno sono state assegnate 35mila supplenze annuali, tutte su posti vacanti, e la tendenza è a crescere”.

“Il nostro sindacato aveva ampiamente previsto tale epilogo – continua il presidente Anief – e per questo motivo aveva indicato la strada di prendere: assumere su tutti i posti vacanti, anche sulle 70mila cattedre considerate al 30 giugno. Ancor di più perché stavolta c’erano pure i finanziamenti pubblici, giunti per la forte spinta delle sentenze europee sull’abuso del precariato di lungo corso. Invece, si è preferito a tenere la testa nella sabbia, continuando a non stabilizzare estrapolando i precari dalla seconda fascia delle graduatorie d’Istituto, dove sono collocati i docenti con gli stessi requisiti di quelli stabilizzati tramite GaE”.

“La stessa logica autolesionista è stata adottata per il personale Ata, per il quale ad oggi si potrebbe addirittura non avere alcuna assunzione. A questo punto la parola passerà inevitabilmente ai giudici, che esamineranno i diversi migliaia di ricorsi Anief del personale docente, anche contro la chiamata diretta degli albi territoriali, oltre che anche Ata ed educativo, per i quali è stata avviata una specifica class action. Tutti illegittimamente esclusi dal piano straordinario di assunzioni. Ecco perché – conclude Pacifico – non basta dire che a settembre tutte le cattedre saranno coperte”.

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