Ministro Giannini all’Unità: “Trovare investimenti per scuola e ricerca, altrimenti ci sarà una nuova crisi di Governo”

WhatsApp
Telegram

Giulia Boffa – Il quotidiano "L’Unità" ha intervistato il ministro Giannini sul prossimo programma di Governo riguardante la  scuola, l’Università e la ricerca.

Giulia Boffa – Il quotidiano "L’Unità" ha intervistato il ministro Giannini sul prossimo programma di Governo riguardante la  scuola, l’Università e la ricerca.

Il ministro ha parlato del rapporto dell’Anvur, che giudica desolante  e si dimostra parecchio preoccupata per il calo delle iscrizioni universitarie e per quel 11,40% di studenti che non arriva alla laurea.

"In questi anni c’è stato un decremento costante per l’istruzione, circa il 15% di risorse in meno. Ma ci sono due fattori positivi: da parte del governo c’è un impegno politico pubblico sugli investimenti per le scuole, la ricerca e l’università. Secondo, l’avvio di un dialogo costruttivo per l’ingresso di fondi privati, da fondazioni o imprenditori, come avviene in America. Ci sono 600 milioni di euro del credito d’imposta, spero che tutto ciò viaggi in parallelo. Deve tornare al centro dell’agenda di governo l’importanza dello studio e dell’istruzione: il costo di un’utilitaria è quello con cui si manda un figlio all’università come fuori sede, ma vale molto di più." dice il ministro.

Parla poi degli interventi sull’edilizia scolastica finanziati dal governo e parla della deroga al patto di stabilità dei Comuni che dovrebbe portare alcuni miliardi per un piano su 8000 Comuni, più il fondo del Miur di 1 miliardo e 30o mila euro per 2000 interventi, in totale 10mila cantieri per la messa in sicurezza.

Riguardo alle risorse il ministro dice che si aspetta degli investimenti prioritari da trovare con azioni comuni, col ministero dell’Economia, e che purtroppo riusciamo ad ottenere pochi fondi europei.

Il ministro non pensa ad una nuova riforma della scuola, ma pensa di assegnare alle scuole "quei principi di autonomia e responsabilità, con valutazione abbinata. Sarebbe già il punto di un nuovo contratto e per un modo di concepire la carriera degli insegnanti, che ora sono premiati solo se più anziani, perché non c’è una valutazione che premi chi lavora di più o si assume più responsabilità direttive".

Promette poi di impegnarsi per rafforzare l’insegnamento della Storia dell’Arte, perché "l’Italia ha il dovere culturale, etico, di formare le persone sulle disclipline umanistiche".

WhatsApp
Telegram

A luglio, in tutta Italia, partecipa ai nuovi “Workshop formativi: pensare da dirigente scolastico” organizzati da Eurosofia