Coronavirus, Franceschini: al momento librerie luogo di acquisto e non di ritrovo ma il libro è un bene essenziale

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Editori e librai non devono temere di diventare cavie: sono paure esagerate. E’ il concetto espresso dal ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini.

“Un libro per un bambino – è il pensiero di Franceschini – per chi studia, per chi deve passare giornate in casa è un bene essenziale, ancora più che nella normalità. Non è snobismo ma il riconoscimento del ruolo della cultura nelle nostre vite”.

In un’intervista al quotidiano La Stampa, ripresa anche dall’Agenzia AdnKronos, Rainews e da altre testate, ha dichiarato che sono allo studio le prospettive per una ripresa dei settori cultura e turismo e si discute sulle misure da intraprendere per la riapertura di muse, eventi e mostre.

Per quanto riguarda i due tipi di esercizi commerciali che potranno rialzare le saracinesche dal prossimo martedì, Franceschini ha ricordato che si tratta di una possibilità e non di un obbligo e che “Le Regioni possono adottare misure più restrittive di quelle nazionali”.

“Andare in libreria durante l’emergenza – ha ricordato sempre Franceschini – sarà diverso da prima: distanze, dilazione di ingressi, guanti, mascherine, persone massime in base ai metri quadri. Per un po’ saranno solo luoghi di acquisto, non di ritrovo. E lo dice uno che passerebbe le giornate intere a vagare fra gli scaffali”.

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