Ministro dell’Istruzione Bussetti: “Alternanza? Sì, ma con dei correttivi”

di redazione

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Cosa sarà l’alternanza il prossimo anno scolastico? Quali saranno le scelte del nuovo governo sull’alternanza scuola lavoro?

Nel Contratto di Governo, Lega e M5S hanno già detto che «La c.d. “Buona Scuola” ha ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro. Tuttavia, quello che avrebbe dovuto rappresentare un efficace strumento di formazione dello studente si è presto trasformato in un sistema inefficace, con studenti impegnati in attività che nulla hanno a che fare con l’apprendimento».

Un giudizio negativo, dunque, seppure riferito al come l’alternanza scuola lavoro sia stata applicata negli anni precedenti. Al valore riconosciuto dello strumento, in sostanza, non sarebbe corrisposto un adeguato sistema di controllo. Diversi episodi, come in ultimo quello che ha visto protagonista un ragazzo toscano in alternanza, vittima di un incidente con un trapano che gli è costato una falange, testimonierebbero i danni che la non corretta applicazione dello strumento alternanza genererebbe e avrebbe generato.

Nonostante l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale sull’Alternanza scuola lavoro, organo che dovrebbe monitorare lo stato dei progetti di alternanza e supportare la stesura delle linee guida dei protocolli di intesa, il nuovo esecutivo si è fin da subito dichiarato scettico sul modo in cui lo strumento dell’alternanza è stato utilizzato.

In un’intervista rilasciata al Sole24Ore, il neoministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Marco Bussetti ha detto la sua sulla scottante questione dell’alternanza. Bussetti ha dichiarato innanzitutto la bontà ideale dello strumento: «L’alternanza», sostiene il Ministro, «ha sicuramente dei lati positivi, come anche altri da rivedere. Dobbiamo considerare che per i ragazzi è un importante primo contatto con il mondo del lavoro, hanno la possibilità di conoscere da dentro le imprese e le realtà professionali nelle quali, domani, si potranno collocare. È una forma di orientamento che fa bene ai giovani e al Paese». Restano però numerose criticità, come a’altronde già sottolineato nel Contratto di Governo. In particolare, a rappresentare un punto debole dell’alternanza sarebbe l’obbligatorietà, che in alcuni casi «ha fatto venire meno la qualità».

Nelle dichiarazioni del Ministro c’è infatti l’intenzione di lavorare proprio sulla dimensione obbligo/dovere: «Vogliamo che [l’alternanza] sia un’opportunità per le scuole, e non percepita come un dovere». A tale scopo, si legge tra le righe di quanto dichiarato, si renderà necessario prima di tutto un approccio politico di ordine simbolico: «Lo stesso nome, alternanza, non rende chiari gli obiettivi di questi percorsi che servono per orientare e avvicinare al lavoro».

Cosa succederà? Staremo a vedere.

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