Il ministro Carrozza sulla legalità: La scuola è il pilastro della ricostruzione del Paese

di Giulia Boffa
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Red – In occasione della premiazione delle scuole vincitrici della VII edizione del concorso ”Regoliamoci” di Libera, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, hanno sottolineato le enormi potenzialità dell’istruzione, arma pacifica non sempre tenuta nella dovuta considerazione.

Red – In occasione della premiazione delle scuole vincitrici della VII edizione del concorso ”Regoliamoci” di Libera, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, e il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, hanno sottolineato le enormi potenzialità dell’istruzione, arma pacifica non sempre tenuta nella dovuta considerazione.

”La scuola è il pilastro su cui ricostruire il Paese dopo la crisi” ha affermato il ministro, accolta stamani da un gruppetto di bambini che, chiamandola ‘maestra’, le hanno consegnato maglietta e spilletta, subito appuntata, dell’iniziativa.

Rivolta ai tanti studenti presenti in sala (la cerimonia è stata ospitata nello spazio ex Gil) li ha invitati a ”portare a casa il senso che lo Stato c’è, esiste, vi segue”. ”Vi auguro di essere bravi cittadini perché sarete voi che ci salverete” ha aggiunto Maria Chiara Carrozza definendo ”ottima” l’idea di utilizzare il gioco (il tema quest’anno al centro del concorso di Libera) per promuovere i principi della legalità.

”Il gioco esiste se esistono le regole ed è quindi importante per educare alla legalità. E se il gioco è ‘di squadra’ – ha osservato – insegna anche la coesione all’interno del team, una competizione corretta e ad accettare la sconfitta. Insomma, è una scuola di vita. I temi toccati sono cruciali per il nostro Paese: diritto e dovere, cittadinanza, gioco d’azzardo, etica (sono convinta che in Italia serva molto discutere di etica pubblica)”. In sintonia con il ministro don Ciotti che ha confessato di aver molto apprezzato la redente presa di posizione di Maria Chiara Carrozza: ”o ci sono margini per un reinvestimento nella scuola pubblica oppure devo smettere di fare il ministro dell’Istruzione”.

”Spero che non debba succedere così come mi auguro che non si chiudano scuole in Italia, anche se non rientranti in alcuni parametri e senza tener conto della specificità di alcuni territori sensibili. C’è bisogno, invece, di investire in alcuni presidi come, ad esempio, Caivano dove la scuola è un baluardo di legalità’ ha affermato don Luigi ricordando che in Italia ci sono 6 milioni di analfabeti e il Paese è ai primi posti per abbandoni scolastici.

 Don Ciotti ha pure espresso tutto il suo sostegno alla battaglia del ministro Kyenge per lo ius soli (”non concedere la cittadinanza a chi è nato qui è solo un atto di egoismo sociale”) e ha esortato a diffidare di chi si limita a predicare: ”i valori si testimoniano e noi adulti abbiamo questa grande responsabilità’. Di legalità ha parlato pure il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

 Il modo per combattere la mafia ”è sicuramente quello della repressione, quello investigativo, ma poi – ha affermato – c’è anche un impegno civile che deve partire soprattutto dai più giovani e che ha un valore aggiunto perché cambia le coscienze”.

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