Il ministro Carrozza accontenta gli editori: partenza obbligatoria dei testi scolastici in digitale differita all’anno 2015/16

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Secondo un articolo di Repubblica, durante un incontro con gli editori, sul piede di guerra  per la rapida evoluzione digitale della scuola, il Ministro ha comunicato che "fermerà tutto, in quanto l’accelerazione impressa all’introduzione dei libri digitali è stata eccessiva" e che "è meglio prendersi tempo per riesaminare a fondo la questione"

Giulia Boffa – Secondo un articolo di Repubblica, durante un incontro con gli editori, sul piede di guerra  per la rapida evoluzione digitale della scuola, il Ministro ha comunicato che "fermerà tutto, in quanto l’accelerazione impressa all’introduzione dei libri digitali è stata eccessiva" e che "è meglio prendersi tempo per riesaminare a fondo la questione"

Due mesi fa gli editori avevano fatto ricorso al TAR contro il decreto Profumo, perché temevano un crollo delle vendite dei libri cartacei, ma la Carrozza li ha rassicurati, anche per evitare nuovi contenziosi al MIUR.

 

Ci si attende pertanto un intervento formale del ministro per rivedere il decreto firmato Profumo con uno slittamento probabile dell’obbligo di libri scolastici digitali (o misti) alla stagione scolastica 2015-2016.

 

Non si sa ancora però se alla frenata sui testi digitali le aziende sbloccheranno il tetto sui costi imposti da Profumo (con risparmi per le famiglie dal 20 al 30 per cento).

Tra le ragioni del nuovo slittamento c’è anche il ritardo dell’evoluzione tecnologica della scuola italiana, troppo in ritardo rispetto alla velocità di applicazione del decreto sui libri digitali, anche se l’OCSE ha bocciato l’Italia per questa lentezza, paragonandoci a  Paesi come la Gran Bretagna dove l’80 % della classi è 2.0.

Intanto in Italia la digitalizzazione dei libri non scolastici, seppur lenta, non è ferma: i titoli in formato digitale sono 60.598, ovvero l’8,3% dei titoli in commercio, e il 44,6% delle novità italiane sono pubblicate anche in ebook. Rispetto al 2012, i lettori in digitale sono il 45,5% in più.

Ricorso al TAR degli editori contro il decreto Profumo sugli e-book

 

 

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