Ministri dell’istruzione papabili: Guliano, Pittoni, Carfagna, Centemero o Bernini.

di redazione
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A chi sarà affidato il compito di proporre al Parlamento il nuovo Governo? Si tratta di una operazione delicata che sicuramente non può essere anticipata in alcun modo, ma girano già nomi papabili per coprire il Ministero dell’istruzione.

Se il compito di formare il governo sarà affidato al Centro-Destra, sarebbero, secondo quanto riporta Repubblica, in lista ben quattro nomi per coprire l’Istruzione.

Mario Pittoni

Responsabile federale istruzione per la Lega, giornalista come direttore della “Lega Nord Flash”, ha coperto il ruolo di capogruppo Lega Nord in Consiglio Comunale a Udine. Durante la XVI legislatura è stato capogruppo della Lega in commissione Istruzione del Senato.

Mara Carfagna

Maria Rosaria Carfagna detta Mara è parlamentare del Popolo della Libertà e di Forza Italia. Ricordiamo che è stata Ministro per le pari opportunità e attualmente è portavoce del gruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Tra i ruoli ricoperti anche quello di capo del Dipartimento per i diritti di Forza Italia.

Anna Maria Bernini

Politica e avvocatessa italiana, è stata Ministro per le Politiche Europee durante il Governo Berlusconi. ricordiamo che è figlia di Giorgio Bernini, Ministro nel primo Governo Berlusconi.

Elena Centemero

Non è stata rieletta nelle ultime consultazioni, ma potrebbe rientrare in qualità di Ministro. Ricordiamo che è stata insegnante di latino e greco, nonché dirigente scolastico. Attualmente ricopre il ruolo di responsabile scuola per Forza Italia.

Se il Governo sarà, invece, affidato al Movimento 5 Stelle, l’unico nome in lista, già presentato due giorni prima delle elezioni, sarà Salvatore Giuliano

Salvatore Giuliano, laureato in economia, è dirigente da nove anni presso l’IISS Majorana di Brindisi. Il suo mantra? L’innovazione è contagiosa.

Giuliano è conosciuto per aver avviato il programma Book in progress e per molti successi legati all’innovazione. Ricordiamo che  nel 2017 Ashoka ha inserito il Majorana fra le sue “changemaker school”, ma ben da prima, dal 2014, era fra le 22 scuole che hanno fondato insieme a Indire la rete Avanguardie Educative.

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