Ministra Fedeli, ripristini equità per i depennati dalle GAE! Lettera

di redazione
ipsef

Gentile Ministra Fedeli, le scrivo a nome delle poche centinaia di docenti che, come me, si sono abilitati alle SSIS, si sono iscritti alle GAE, in attesa dell’agognato ruolo, ma che poi, per una sfortuna personale o familiare, hanno saltato l’aggiornamento dell’iscrizione, e quindi sono stati definitivamente depennati dalle GAE.

Per noi questo coincide con l’impossibilità di entrare di ruolo, e quindi con il mancato concretizzarsi di quel diritto per il quale abbiamo tutti i requisiti, al pari dei nostri colleghi che hanno studiato insieme a noi, nella seggiola accanto, che erano insieme a noi nelle GAE e che ora sono di ruolo.

Purtroppo i politici ignorano tale problema, forse perché coinvolge relativamente poche persone, ma noi riteniamo che si debba porre fine all’ingiustizia che ci impedisce di re-iscriverci e di vedere riconosciuti i nostri diritti.

Il MIUR contrasta tutti i nostri tentativi di re-iscrizione sia attraverso atti di rifiuto delle nostre domande all’USP, sia attraverso opposizioni feroci nei tribunali italiani e nel TAR.

Sottolineiamo, pertanto, il paradosso che vede il Ministero utilizzare soldi pubblici, e, di conseguenza, anche i nostri, per opporsi ad un atto di equità, per tentare di impedirci di re-iscriverci nelle GAE e quindi di vederci riconoscere il sacrosanto diritto al ruolo.

Per fortuna la gran parte delle cause intentate presso i giudici del lavoro, finiscono per dare ragione a noi docenti, ma non tutte: infatti alcuni Tribunali, a fronte di situazioni assolutamente identiche, hanno dato a volte esito negativo altre esito positivo!

Tale comportamento schizofrenico è incomprensibile e gravemente lesivo dei diritti di chi si è visto respingere un ricorso che altri colleghi, nella medesima situazione, hanno regolarmente vinto.

Quindi non possiamo lasciare che siano i tribunali a dirimere tali ingiustizie create dalla politica!

Cara ministra, dato che lei è nuova del mondo della scuola, le riassumo qualche dettaglio per meglio comprendere qual è il merito della questione:

l’art.1 della Legge 97/2004, convertito in legge dalla L. 143/2004, afferma che “A domanda dell’interessato, da presentarsi entro il medesimo termine, è consentito il reinserimento nella graduatoria con il recupero del punteggio maturato all’atto della cancellazione”.

La legge finanziaria 2006 ha trasformato le Graduatorie Provinciali in Graduatorie Ad Esaurimento (GAE) affermando che non sono possibili nuovi inserimenti, senza abolire la suddetta norma che afferma che ci si può re-iscrivere.

Sottolineiamo che noi depennati non siamo nuove iscrizioni, visto che eravamo nelle GAE fino a qualche anno fa!

La sentenza del Consiglio di Stato n 3659/2014 ha stabilito illegittima la cancellazione definitiva “per effetto di una omissione non consapevole”, quindi fissando il principio che, per una questione talmente rilevante, non si può dedurre l’intenzione volontaria della cancellazione dalle GAE per il solo fatto di aver omesso una volta l’aggiornamento dell’iscrizione, ma occorre che il candidato espliciti chiaramente il desiderio di cancellarsi definitivamente da dette graduatorie, e in mancanza di tale dichiarazione, si deve dare la possibilità di re-iscrizione.

A questo punto chiediamo fermamente che la Politica si prenda le proprie responsabilità e ripristini quella equità che, in passato, in modo superficiale, ha contribuito attivamente a distruggere.

Chiediamo a Lei, gentile Ministra, di impegnarsi per costruire un percorso che ripristini tale equità tra noi docenti che abbiamo gli stessi identici requisiti e quindi gli stessi diritti di essere in GAE e di accedere al ruolo, al pari di coloro che già sono di ruolo o che ci andranno nei prossimi anni.

Cordiali saluti e buon lavoro

Catia Di Camillo

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