Ministra, come si può valutare con un numero un bimbo di 6 anni? Lettera

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Inviata da Coceancig Graziella – Egregia Ministra Lucia Azzolina, sono una maestra di una scuola primaria della provincia di Gorizia. Mi sono permessa di scriverle, data la sua più volte dichiarata disponibilità all’ascolto di ogni
voce proveniente dalla scuola. Spero davvero in un suo minuto di tempo dedicato alla lettura di queste righe.

Spero davvero in un suo minuto di tempo dedicato alla lettura di queste righe. Ho appreso con un certo stupore misto a sgomento, la scelta, come criterio valutativo per la seconda parte dell’anno scolastico in corso, del voto numerico. E lo ritengo ancor più irragionevole se applicato a bambini che frequentano le scuole primarie.

Come si può valutare con un numero un bimbo di sei, sette anni? Soprattutto se questo bimbo non ha una relazione diretta con i propri insegnanti dal mese di febbraio?

La Didattica a Distanza, rimedio utilissimo per il breve periodo emergenziale di chiusura delle scuole, non può però essere, in alcun modo, un surrogato della didattica in aula. Stiamo parlando di bambini con dei volti, dei nomi, dei bisogni particolari, non di prestatori d’opera occasionali da premiare con un voto a cottimo, “per tanto ti do tanto”.

Sappiamo tutti che la Didattica a Distanza rimarca inevitabilmente le differenze sociali e culturali degli studenti in base alle possibilità economiche, alle competenze informatiche, al livello di istruzione delle famiglie d’origine. Parlare di “merito” in queste circostanze, ancor più che inutile, è insensato.

E non è forse uno dei compiti della scuola, quello di garantire pari opportunità di accesso all’istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione, come sancito dall’articolo 34 della nostra Costituzione?

Confidando nella sua sensibilità, le chiedo dunque di evitare ai nostri bambini, in un momento così complesso e delicato della loro esistenza, l’afflizione ulteriore di una classifica finale numerica di cui non avvertiamo alcuna necessità e alcun senso, se non quello di alterare ancor più in negativo, se possibile, la loro già vacillante fiducia verso un mondo adulto che, deputato alla loro protezione, anche causa il Covid 19, sta mostrando tutti i suoi limiti nell’assolvere a tale nobile compito.

Grazie per l’attenzione.

 

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