Ministra Azzolina firma Atto di indirizzo. Scuola spera in un cambiamento positivo, si passi ai fatti

di redazione

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di Antonio Fundarò – Firmato l’Atto di indirizzo politico-istituzionale che definisce gli obiettivi del Ministero dell’Istruzione per l’anno 2020. Il ministro Azzolina assicura che saranno maggiormente “al centro le studentesse e gli studenti” e che verrà posta attenzione alla formazione del personale docente. 

La Ministra Lucia Azzolina ha finalmente firmato, neppure troppo in ritardo, stante la recente nomina ai vertici del ministero di via Trastevere, l’atto di indirizzo politico-istituzionale che definisce gli obiettivi del Ministero dell’Istruzione per l’anno 2020.

Si tratta del documento nel quale il ministro dell’istruzione fissa le finalità e definisce gli obiettivi che l’Amministrazione centrale dovrà conseguire nel corso dell’anno 2020, «avendo a cuore l’unica finalità di riportare gli studenti e il loro futuro al centro del sistema di istruzione del Paese».

Tra i principi generali, unitamente all’Atto di indirizzo, c’è la Direttiva generale per l’azione amministrativa e la gestione, che il ministro sarà costretto ad adottare a breve e che costituirà il documento base per la programmazione e la definizione degli obiettivi destinati agli uffici dirigenziali del Ministero.

Alla Direttiva dovrebbe far seguito il Piano della performance per il triennio 2020-2022.

Tredici le priorità politiche elencate dall’Amministrazione centrale di via Trastevere nel documento pubblicato.

Tra queste priorità, innanzi tutto, “la centralità dello studente”. «È necessario – scrive il ministro – un impegno collettivo per la piena attuazione dell’art. 34 della Costituzione, garantendo le risorse professionali, economiche e strumentali a ciò necessarie. L’istruzione è un bene sociale, un investimento per il futuro del Paese e un servizio essenziale. Rappresenta lo strumento di garanzia imprescindibile per il pieno sviluppo della persona umana nel contesto sociale e culturale di riferimento». Il ministero si impegna a porre lo studente al centro delle singole istituzioni scolastiche. Lo studente affinché sia protagonista, «è necessario che egli comprenda appieno la proposta formativa che gli viene offerta e tale comprensione non può realizzarsi se non attraverso un coinvolgimento diretto dello studente stesso nella didattica quotidiana, attraverso un ripensamento della metodologia didattica tradizionale, a vantaggio di un modello meno trasmissivo e più appassionante».

Fondamentale un supplemento di impegno per “l’inclusione scolastica” che deve essere un «impegno costante per garantire la piena integrazione – in ambito scolastico ma anche nel più generale contesto di vita – non solo dello studente il cui percorso di istruzione sia connotato da condizione di disabilità, da specifici disturbi dell’apprendimento o da altre situazioni di svantaggio socio economico, linguistico o culturale, ma anche di quegli studenti ad alto potenziale che necessitano, a loro volta, di strategie didattiche coerenti con la loro speciale condizione».

Impegno anche sul fronte del “contrasto alla dispersione scolastica” attraverso «stanziamenti di risorse economiche finalizzati non solo alla creazione di ambienti di apprendimento maggiormente adeguati, sia sotto il profilo strutturale delle scuole che della dotazione tecnologica, ma anche all’avvio di sperimentazioni metodologiche che sappiano rinnovare la didattica delle discipline, rendendola maggiormente rispondente agli stili di apprendimento dei giovani, e rafforzare gli apprendimenti di base, la cui salda acquisizione costituisce la condizione indispensabile per la prosecuzione degli studi».

Il ministero rispolvera la bella definizione di “alleanza educativa” fondamentale per difendere il ruolo della Scuola come comunità educante di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni, rilanciando il valore dell’alleanza educativa.

Non meno importante appare la “valorizzazione e lo sviluppo professionale del personale scolastico”. Per il ministro «occorre promuovere, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, il valore sociale di tutte le professionalità della Scuola per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i princìpi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, e con i princìpi generali dell’ordinamento italiano. Azione prioritaria del Ministero è costituita dalla promozione della formazione di tutto il personale scolastico, sia in ingresso che in tutto l’arco della vita professionale».

La Scuola sul territorio” è un altro dei temi centrali nell’Atto di indirizzo. Tra gli obiettivi del sistema nazionale di istruzione e formazione vi è «la promozione di un percorso formativo integrato, che si proponga quale scopo primario la formazione e la crescita personale dello studente, non solo all’interno ma anche all’esterno del contesto scolastico.

Il Ministero e le istituzioni scolastiche autonome si impegnano, secondo le rispettive competenze, a realizzare nuove forme di interazione, attraverso la realizzazione di reti di scopo che coinvolgano una pluralità di attori, quali famiglie, enti locali, associazioni di volontariato, tessuto imprenditoriale, tutti, per quanto di propria competenza, sostanzialmente coinvolti in un rapporto di corresponsabilità educativa. Il fine è quello di potenziare il livello complessivo dei servizi integrati, offerti sul territorio, da parte degli enti locali e delle scuole medesime, nella declinazione del loro ruolo sociale oltreché educativo

In un mondo distratto e che cambia non si potrà non far leva sull’”Identità culturale, cittadinanza, sport, educazione civica”. La funzione della Scuola, infatti, è anche quella di «formare cittadini responsabili, promuovendo la partecipazione piena e consapevole di ognuno alla vita civica, culturale e sociale della propria comunità, oltre alla piena consapevolezza della propria identità storica, culturale e territoriale, presupposto indispensabile per l’affermazione e lo sviluppo della cultura dell’accoglienza e  dell’inclusione».

Tutto ciò non può prescindere, però, da un maggior impegno per l’”Innovazione digitale per la didattica, la semplificazione amministrativa e l’abbattimento della burocrazia per le scuole”. La transizione al digitale della Scuola italiana è in pieno sviluppo ed il Ministero tenderà ad accelerare il processo, attraverso l’implementazione di ambienti di apprendimento innovativi forniti di adeguate soluzioni. «L’impiego delle tecnologie digitali assume un ruolo determinante anche nel contesto dei rapporti tra l’amministrazione e i cittadini, favorendo l’effettiva attuazione del principio generale di trasparenza dell’azione amministrativa; in questa prospettiva, il Ministero si impegna ad avviare un processo diretto alla razionalizzazione e alla implementazione dei contenuti del proprio sito istituzionale, al fine di garantirne la migliore fruibilità da parte degli utenti».

Il ministro assicura che porrà attenzione all’”Attuazione delle politiche di coesione e dei programmi comunitari e Internazionalizzazione” e non solo per le progettazioni di percorsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo.

«Occorre porre la massima attenzione nella programmazione comunitaria 2021-2027, dando priorità alla riqualificazione dell’edilizia scolastica, al potenziamento delle dotazioni tecnologiche delle scuole, con un’attenzione particolare alla formazione del personale docente e del personale tecnico e amministrativo, per un maggior rafforzamento e qualificazione professionale dello stesso, al potenziamento delle competenze degli studenti, compresi gli adulti, all’inclusione e al contrasto alla dispersione scolastica». Costituisce priorità politica del Ministero la promozione del processo di internazionalizzazione delle istituzioni scolastiche.

In linea con l’attenzione planetario all’ambiente, il ministero assicura un vero investimento sul versante della “Sostenibilità ecologica, sociale, economica” attraverso l’attuazione di progetti educativi sulla tutela dell’ambiente, sulla sostenibilità economica e sociale, sulla cittadinanza globale e la preservazione del patrimonio culturale del nostro Paese.

E, ancora, la “Restituzione efficace dei dati ed efficienza nei pagamenti”. Fattore non marginale. «Nello svolgimento della propria attività istituzionale, il Ministero procede annualmente alla rilevazione di una significativa quantità di dati, concernenti una molteplicità di ambiti e di aree di intervento dell’amministrazione La relativa elaborazione è, tuttavia, limitata agli elementi di più immediato impatto sociale ovvero di diretto interesse per gli organi di indirizzo politico e amministrativo, in quanto indispensabili al fine di orientarne l’attività di programmazione strategica in vista della definizione delle priorità di intervento dell’amministrazione stessa».

Per non parlare della “Prevenzione della corruzione, trasparenza e vigilanza In linea con le previsioni del Piano Nazionale Anticorruzione, del Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza e del Piano della Performance”.

«In questo caso il Ministero si impegna a supportare il processo di programmazione, monitoraggio e valutazione dell’amministrazione e del sistema scolastico, al fine di favorire, nel già richiamato contesto più generalizzato di semplificazione amministrativa, la diffusione di buone prassi improntate a criteri di legalità, efficienza e trasparenza, intesa quale accessibilità totale e integrale fruibilità dei dati nella disponibilità dell’amministrazione.

Ed infine l’indispensabile implementazione del “Sistema nazionale di valutazione” istituito dal D.P.R. 80/2013 e attivato a partire dall’anno scolastico 2014/15, che rappresenta indubbiamente una opportunità di miglioramento e di accompagnamento per il sistema scolastico.

Cambierà qualcosa? Certamente sì. Solo se l’enunciazione di buone pratiche diventi essa stessa buona pratica e prassi. Le parole che ruotano attorno al mondo della scuola e alle politiche scolastiche ed educative sono troppe e fin troppo note. Gli impegni mantenuti un poco meno evidenti. Ma nel futuro dobbiamo scommettere.

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