Ministero ripartisce gli organici tra le Regioni, ma non indica i criteri. Il No delle Regioni

di redazione
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Le regioni non approvano il decreto sugli organici docenti del 2017/2018 e 2018/2019, inviato dal MIUR alla Conferenza unificata.

L’organico triennale dell’autonomia 2017-2019 sale a 612.626 posti comuni (nel 2016-2019 erano 601.126) e 100.080 sul sostegno (erano 96.480 nel precedente triennio).

L’incremento è dovuto ai 15.100 posti stabilizzati da organico di fatto in diritto già l’estate scorsa dopo il via libera del ministero dell’Economia.

Il motivo dell’opposizione al decreto da parte delle regioni deriva dal fatto che il MIUR non ha ancora esplicitato i criteri di riparto, per cui essi appaiono poco chiari e non condivisibili: il problema riguarda essenzialmente l’organico di diritto.

Il decreto interministeriale sugli organici allega anche una tabella che indica i limiti massimi dell’adeguamento dell’organico triennale alle situazioni di fatto che può fare il dicastero di viale Trastevere: i posti che potranno cioè essere creati in organico di fatto sono fissati in 18.762.

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