Il Ministero dell’Istruzione ‘suggerisce’ lo studio dell’Inno di Mameli. Peccato che sia già obbligatorio

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Dire.it – Per la legge e’ obbligatorio, per il ministero dell’Istruzione no. Gaffe di Viale Trastevere sullo studio dell’inno di Mameli, introdotto da quest’anno nei programmi di scuola per effetto della legge numero 222 del 23 novembre scorso. Il Parlamento ha detto si’ qualche mese fa (fatta eccezione per le rimostranze della Lega) al testo bipartisan (frutto dell’unione di due provvedimenti, uno del Pd e l’altro del Pdl) che introduce dall’anno scolastico in corso, il 2012/2013, lo studio obbligatorio fra i banchi dell’inno nazionale e dei suoi fondamenti storici.

Dire.it – Per la legge e’ obbligatorio, per il ministero dell’Istruzione no. Gaffe di Viale Trastevere sullo studio dell’inno di Mameli, introdotto da quest’anno nei programmi di scuola per effetto della legge numero 222 del 23 novembre scorso. Il Parlamento ha detto si’ qualche mese fa (fatta eccezione per le rimostranze della Lega) al testo bipartisan (frutto dell’unione di due provvedimenti, uno del Pd e l’altro del Pdl) che introduce dall’anno scolastico in corso, il 2012/2013, lo studio obbligatorio fra i banchi dell’inno nazionale e dei suoi fondamenti storici. La stessa legge prevede anche che da quest’anno il 17 marzo si celebri la ‘Giornata dell’Unita’ nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera’. Ma proprio nella circolare di due giorni fa che invita le scuole a celebrare la ricorrenza il Miur scivola sull’inno. Il testo ‘incriminato’ e’ firmato dallo stesso ministro Francesco Profumo. Facendo riferimento alla legge di novembre la circolare del ministro spiega che all’articolo 2 di quel provvedimento “si suggerisce l’insegnamento dell’Inno di Mameli e dei suoi fondamenti storici e ideali”. Ma la norma dice altro. Ovvero che nelle scuole da quest’anno “e’ previsto l’insegnamento dell’inno di Mameli e dei suoi fondamenti storici e ideali”. Insomma, tutt’altro che un suggerimento.

LE ‘MADRI’ DELL’OBBLIGO – “La legge approvata a novembre dal Parlamento non suggerisce, ma rende obbligatorio lo studio dell’inno di Mameli a scuola”. È il commento di Paola Frassinetti, esponente di Fratelli d’Italia ed ex parlamentare Pdl, alla circolare del ministero dell’Istruzione inviata alle scuole in cui si ricorda di festeggiare la Giornata dell’Unita’ nazionale il prossimo 17 marzo. “Non c’e’ nessun suggerimento, ma un obbligo- sottolinea alla DIRE Frassinetti, che della legge e’ stata una delle madri insieme alla Pd Maria Coscia- e mi stupisce che un provvedimento cosi’ netto possa essere reinterpretato. Mi auguro che il ministro Profumo, che si era anche complimentato per quel testo, rettifichi e faccia chiarezza”.

La legge “prevede lo studio dell’inno di Mameli a scuola, e’ una indicazione perentoria”. Cosi’ Maria Coscia, deputata democratica appena rieletta. “Dalle scuole- prova a spiegare Coscia che della legge di novembre e’ stata una delle ‘madri’ insieme alla deputata Pdl Paola Frassinetti- ai tempi dell’approvazione della legge erano emerse, in nome dell’autonomia, delle perplessita’ sul fatto che fosse introdotto questo obbligo. Forse per questo il ministero fa questa interpretazione. In realta’ l’indicazione e’ perentoria. Un dato certamente e’ che la circolare esce un po’ tardivamente rispetto alla scadenza del 17 marzo. Per fortuna molte scuole hanno gia’ organizzato iniziative per ricordare la Giornata dell’Unita’ nazionale”.

www.dire.it

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