Ministero dell’istruzione: magro bilancio per scuola e università

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Partito Democratico (Margherita Pes) – Documenti incompleti e dati occultati, ma chiara la violontà di ridurre i fondi destinati alla scuola pubblica statale

Partito Democratico (Margherita Pes) – Documenti incompleti e dati occultati, ma chiara la violontà di ridurre i fondi destinati alla scuola pubblica statale

Il Ministero dell’Istruzione persiste nella sua “parsimoniosa” politica a favore di scuola e università. Nell’assestamento al bilancio di previsione 2011 le voci relative agli investimenti a sostegno della formazione sono ancora più magre e alcuni capitoli di spesa rischiano di apparire come delle scatole vuote in attesa di qualche legge o manovra di bilancio che le rifinanzi.

Nelle modifiche al bilancio 2011 il MIUR lascia scoperti alcuni fronti di spesa assottigliando di fatto – dopo aver tagliato, o meglio razionalizzato gli sprechi, come piace dire al ministro Gelmini – le risorse per finanziare la scuola e l’università.

Evidentemente la realizzazione dell’inesistente maxi tunnel tra il Gran Sasso e Ginevra di cui il ministro è giustamente orgogliosa ha prosciugato tutte o quasi le risorse che sarebbero dovute essere destinate a sostegno del sistema formativo italiano…

Nella nota integrativa all’assestamento di bilancio, infatti, i timori per una riduzione della spesa si fanno sempre più concreti: viene riconfermato in modo provvisorio – in barba al federalismo fiscale più volte sbandierato per accontentare l’irrequieto alleato leghista – l’accentramento del potere decisionale di spesa; si annuncia il rifinanziamento del piano per l’edilizia scolastica, ma di questo progetto non c’è traccia in altre disposizioni di legge; non è stato redatto un bilancio documentato dopo la cura dimagrante forzata che Tremonti ha imposto alla scuola italiana con il piano triennale dei tagli lineari.

L’incompletezza dei documenti elaborati in Viale Trastevere non consentono, inoltre, alla Corte dei Conti di valutare quale sia lo stato dell’arte nelle scuole primarie dopo la soppressione del modulo e il ritorno all’amato – dalla Gelmini – maestro unico.

Per la Corte dei conti – a leggere la relazione dei giudici contabili – sempre a causa della mancata presentazione da parte del Ministero di una documentazione adeguata, è difficile constatare quale sia l’ammontare delle risorse per finanziare nel 2011 gli scatti contributivi per il personale della scuola.

Purtroppo duole constatare che a fronte di proclami trionfalistici sulla natura epocale delle riforme partorite da questo governo, quello che si nasconde dietro tante vuote parole di propaganda è solo la reiterata e malcelata intenzione di ridurre i fondi destinati alla scuola pubblica statale che soffre sempre più della mancanza di investimenti e di risorse.

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