Milleproroghe, Draghi tuona dopo il flop con gli emendamenti: garantire i voti o il governo non va avanti

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Forte irritazione da parte del premier Mario Draghi per quanto accaduto nella notte con il decreto Milleproroghe. Quattro emendamenti, riformulati dal governo, sono stati bocciati, tra cui quello sulle GPS.

Secondo quanto raccolto, il premier sarebbe molto arrabbiato e nel pomeriggio ha convocato un vertice con i capi delegazione dei partiti che sorreggono il governo.

Il segnale sarebbe chiaro: garantire i voti in Parlamento o il governo non va avanti. Si è qui per fare le cose, non per fare gli idealisti.

Domani riunione del Consiglio dei ministri per approvare il decreto Bollette.

Cosa è successo nella notte

Nella nottata, secondo viene raccontato, sono stati abbastanza turbolenti registrando scontri anche all’interno della maggioranza e più volte anche le relatrici (una della Lega e una del M5s) hanno dato pareri contrastanti sugli emendamenti.

Il governo è andato sotto quattro volte e in alcuni casi la maggioranza si è spaccata.

Contro il parere dell’esecutivo sono passati gli emendamenti che prevedono il dietrofront sull’Ilva e sul tetto al contante così come sono state approvate sulla scuola e i test sugli animali

Aggiornamento GPS, è scontro politico. Sasso: “Il governo provveda. Già al lavoro con i tecnici del Ministero”. M5S: “Siamo noi ad avere evitato un danno per i docenti”

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