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Migrazione, sapori e saperi del mondo per una didattica dell’inclusione. Ricettario del mondo

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Il progetto “Sapori e saperi del mondo per includere: il ricettario del mondo e il consorzio” nasce in un territorio piuttosto complesso del Mediterraneo. Nasce in Sicilia terra di sbarchi e di inclusione. È il frutto di un prezioso intervento didattico ed educativo pensato per il ciclo di base e rivolto, in prima battuta, agli alunni delle classi quarte di scuola Primaria.

Il progetto è finalizzato a un intervento in continuità verticale come spesso sono abituati in questo istituto fortemente vocato alla sperimentazione. Il progetto, ideato e realizzato dal professore Antonio Fundarò, docente di italiano dell’istituto Comprensivo “Renato Guttuso” di Carini (Pa), prende avvio dalla considerazione condivisa che il fenomeno migratorio è, indubbiamente, una delle tendenze umane più lontane nel tempo.

Proprio grazie a questa pratica (o necessità, moltissime volte) è stato possibile dare avvio ad un processo storico che ha portato a plasmare nazioni e società e a costruire (rinnovate e talvolta mutevoli) identità nazionali. Quelle che oggi “sono” grazie alla circostanza che hanno avuto uno “ieri” nel quale hanno vissuto il fluttuare di culture e di modi di fare. Modi che in questo evo sono diventati “stati d’essere”.

Le complesse dinamiche di gestione di tali flussi

La maggior parte degli Stati a noi coevi sono il prodotto, evidente, di passate ondate di migrazioni che, in alcuni momenti storici, sono state più massicce di quelle alle quali siamo abituati, oggi. Le ondate migratorie che vedono il Mediterraneo come protagonista sono caratterizzate da una mobilità della popolazione che, negli ultimi decenni, ha determinato complesse dinamiche di gestione di tali flussi. Conseguenza più evidente è stata la circostanza che le società ospitanti sono diventate necessariamente più multiculturali mettendo, talvolta fortemente, in discussione le identità nazionali fondate su una omogeneità molto spesso presunta ma mai effettivamente tale. I dati dell’Onu ci raccontano, infatti, che tre quarti delle migrazioni hanno un background culturale e che queste migrazioni influiscono decisamente sulle dinamiche culturali e sociali di tutti gli Stati di destinazione.

La cultura circoscrive l’individualità della nazione, delle molteplici minoranze e delle molteplici individualità

La cultura – come si è sottolineato in classe e come si è desunto dall’intensificarsi dei confronti culturali con i portatori di valori differenti – è indubbiamente la cosa più rilevante per circoscrivere l’individualità della nazione, delle molteplici minoranze e, per fortuna, anche delle molteplici individualità. Le ondate migratorie, di questo ultimo ventennio, hanno dimostrato – ha sottolineato il professore Fundarò dell’istituto Comprensivo Renato Guttuso di Carini guidato, con grande competenza, dal dirigente scolastico professoressa Valeria La Paglia – la circostanza che quando le persone migrano dai loro territori di origine, portano seco la loro cultura e cercano di integrarla nell’ambiente nel quale, per ragioni vari, hanno trovato stanzialità. Dette molteplicità di culture “altre” hanno determinato forti cambiamenti nella comunità, più generalmente nella società e nella nazione. Il fenomeno del multiculturalismo ha determinato una netta polarizzazione sulle questioni legate alle migrazioni e nei dibattiti pubblici insieme alla crescita, purtroppo, dei fenomeni dell’intolleranza, della xenofobia e della crescente mancanza di rispetto e di tutela per i diritti umani.

Il ricettario del mondo “Sapori e saperi del mondo per includere”

Sapori e saperi del mondo per includere, attraverso le realizzazione del ricettario del mondo creato ascoltando gli immigrati della comunità, ha già aumentato la consapevolezza che le migrazioni non sono un fenomeno nuovo. Spesso i pasti che caratterizzano le nostre tavole sono già frutto di contaminazioni e, in moltissimi casi, di uso inconsapevole di tradizioni di altre culture e di altri popoli. Il rispetto e la tolleranza intimamente necessari sono il fondamento del contratto d’utilizzo delle ricette che gli alunni hanno siglato con chi di quella cultura è il depositario. È nato, tra gli alunni della classe e il territorio una forma di partenariato consistente nel mettere insieme nazioni e individui, depositari di saperi, di sapori e di culture diverse.

Il “Consorzio dei sapori e dei sapori”

A scuola è nato una sorte di “Consorzio dei sapori e dei sapori” per valorizzare e promuovere il dialogo interculturale, la comprensione reciproca e la tolleranza e replicarli non solo ai partecipanti del progetto, alle famiglie, agli amici, ai portatori di culture altre, ma anche in dibattiti culturali e in attività transnazionali che, proprio a partire dal ricettario, potrebbero definirsi, con workshop, dibattiti, panel, visite di buone pratiche, culture della cittadinanza. Un “Consorzio dei sapori e dei sapori” che si pone – ha precisato Antonio Fundarò – come veicolo di continuità verticale, in maniera particolare tra gradi diversi di scuola. Una rivoluzione che, se attuata compiutamente, in ciascun territorio, non determina solo società più inclusive ma anche comunità più dinamiche.

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