Migranti e disabili, Rapisarda: ripartiamo dalla cultura del Noi

di redazione
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Riceviamo dal Consigliere della Federazione Pro Ciechi Gianluca Rapisarda il seguente contributo, che volentieri pubblichiamo.

Nel giorno dell’Epifania, mi trovavo da solo a casa, in attesa, come al solito, di ascoltare alla radio l’Angelus delle ore 12,00 di Papa Francesco.

Devo ammettere che, mai come stavolta, le sue parole (tra l’altro sempre illuminanti) mi hanno colpito nel profondo dell’animo. In pratica, commentando il vangelo di ieri, il Santo Padre ha affermato che “molti degli uomini del secondo millennio viviamo alla stregua di Erode al tempo della nascita del bambino Gesù. Egli, infatti, avendo paura delle novità e “vedendo” soltanto il proprio tornaconto personale, chiude il suo cuore a Gesù e fa di tutto per ucciderlo e toglierlo di mezzo. Bisogna invece comportarsi come i Magi che, spogliandosi di ogni pregiudizio, vanno alla ricerca di Cristo e lasciandosi illuminare dalla sua luce, lo trovano, lo riconoscono e lo adorano”.

Altrettanto toccante è stato l’appello finale con cui il Pontefice ha invitato in modo accorato i leaders europei a dare fine all’odissea nel Mediterraneo delle due navi umanitarie tedesche Sea Watch e Sea eye, accogliendo finalmente la loro richiesta di concedere approdo ai 49 migranti da loro trasportati da ormai una decina di giorni.

Effettivamente, L’Europa dell’euro, della Brexit e dei “gilet gialli” sembra soffrire di una sorta di “sindrome della Torre di Babele”. Vittima dei “sovranismi” populistici e degli egoismi nazionalistici e degli ormai frequenti attentati terroristici, appare essere incapace di elevarsi alla dimensione di una sintesi che esprima un pensiero forte in grado di animare le sue Istituzioni.

Nonostante gli avanzati strumenti della Dichiarazione universale dei diritti umani e della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e i lungimiranti impegni politici previsti nei 17 obiettivi dell’Agenda ONU 2030, la cronaca nel nostro vecchio continente, da Nord a Sud, riporta quotidianamente, ancora e troppo spesso, storie di esclusione sociale e di discriminazione di cittadini migranti e, per quanto ci riguarda, anche con disabilità, facendo tristemente di tali condizioni fattori comuni e determinanti di impoverimento.

Intere “categorie” di persone (tra cui, appunto, proprio i migranti ed i disabili), nella rappresentazione mediatica e conseguentemente nell’immaginario collettivo, esistono pressoché solo come stereotipo o, nei peggiori dei casi, come bersaglio facile di campagne propagandistiche di odio e di discriminazione.

E’ come se si venisse educati a considerare in linea di principio le differenze tra le persone, le diversità e le peculiarità di ognuno come la ricchezza stessa di ogni situazione sociale, ma al contempo, si è abituati in maniera più o meno conscia a viverle concretamente come un pericolo, un rischio.

Pertanto, il primo ostacolo da abbattere è quello culturale, spingendo cioè la società civile a volgere lo sguardo oltre il proprio cortile, oltre l’indifferenza che “acceca” la solidarietà, verso nuovi orizzonti di umanità. Un messaggio, questo, che, sin dall’inizio di questo nuovo anno, tutte le nostre Associazioni devono lanciare con ulteriore forza e determinazione, chiedendo un confronto diretto e immediato col mondo politico, anche e soprattutto in vista dell’importante scadenza elettorale delle europee del prossimo maggio.

La politica, dunque, deve ritrovare la propria natura, rimettendo l’uomo al centro della scena. Una “nuova alba” può sorgere, una “rivoluzione copernicana” può compiersi solo in un Europa civile che fa dei più deboli i protagonisti della collettività.

Soltanto una politica di “ nuovo Cristianesimo” potrà far ritrovare al nostro Bel Paese ed alla nostra vecchia Europa un percorso di autentica inclusione, solidarietà ed accoglienza. Come spesso ripete Papa Francesco, infatti, occorre che nessuno Stato dimentichi che “l’esistenza di ciascuno di noi è legata a quella degli altri: la vita non è tempo che passa, ma tempo di incontro”.

Consigliere della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi

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