Migliaia di persone in piazza per manifestare contro la Dad. Priorità alla Scuola: “Le parole di Draghi sono parziale vittoria”

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Oltre cinquemila mail di genitori sono arrivate a Priorità alla Scuola con il modulo di autocertificazione per l’astensione dalla Didattica a Distanza dei propri figli, iscritti alle scuole materne, primarie, secondarie di primo e secondo grado.

Migliaia di persone oggi sono scese in piazza in oltre 70 città, da Palermo a Faenza, da Napoli a Padova: studenti, insegnanti e genitori chiedono la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, dal nido all’università, in presenza, in sicurezza e in continuità. Le mobilitazioni contro la chiusura delle scuole sono state molto partecipate, un grande successo.

Mentre erano in corso le mobilitazioni è giunta la notizia che il TAR del Lazio ha accolto il ricorso per la riapertura delle scuole, effettuato da “Ri(n)corriamo la scuola” di Firenze. La sentenza dispone che entro due giorni il Consiglio dei Ministri debba riesaminare le misure sulla scuola contenute nel DPCM alla luce dei rilievi sollevati dal TAR stesso e dagli studi scientifici citati dai ricorrenti. Una vittoria giuridica importante per tutto il mondo della scuola, che da un anno si mobilita per far rispettare il diritto all’istruzione.

Anche le dichiarazioni odierne del primo ministro Mario Draghi sono una vittoria parziale ma importante per genitori, insegnanti e studenti perché dovrebbero riportare a scuola migliaia di bambini delle scuole primarie e della prima media. Eppure si tratta anche dell’ennesimo duro colpo al diritto all’Istruzione per i ragazzi dalla seconda media in avanti. Costringere ancora a casa gli adolescenti italiani è una scelta grave e del tutto arbitraria: una soglia che spezza un ciclo delicato come quello della scuola media, annullando almeno 2 anni su 3 per chi la frequenta; una soglia che continua a penalizzare la fascia d’età 14-18, applicando in modo ipocrita e grottesco un presunto principio di precauzione. Gli adolescenti italiani sono chiusi in casa da un anno, privati del diritto allo studio, della socialità, della possibilità di muoversi e fare sport, ovvero di molto di quanto è necessario per una crescita psicofisica equilibrata.

I governi italiani prendono in giro i cittadini da un anno, come di fatto confermato anche dalla sentenza del TAR. La classe politica italiana è concentrata solo a far funzionare le attività che producono reddito, mentre tiene chiuse le scuole, bene primario per garantire la salute dei bambini e dei ragazzi, il futuro del nostro Paese. Per questo motivo le proteste di Priorità alla Scuola non si fermano: mercoledì 31 marzo si svolgerà una nuova giornata di mobilitazione davanti alle scuole medie e superiori con striscioni e lezioni di DAD in presenza.

Il pedagogista Daniele Novara sostiene lo sciopero della scuola e in questo video denuncia i gravi danni evolutivi causati dalla chiusura delle scuole e dalla Didattica a Distanza:

https://www.facebook.com/prioritaallascuola/videos/1904062639749394

Con la mobilitazione nazionale Priorità alla Scuola chiede anche che una parte consistente del Recovery Fund sia riservata al rilancio della Scuola pubblica: servizi educativi per l’infanzia, scuola dell’obbligo, superiori di secondo grado, dal nido all’università, il diritto allo studio deve essere tra le vere priorità del Paese; inoltre, si chiede di garantire un incremento della spesa pubblica annua portandola almeno ai livelli della media europea, pari al 5% del PIL.

Il primo urgente provvedimento di riforma riguarda l’immediata riduzione del numero di alunni/e per classe, fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive. Si chiede che i finanziamenti del Recovery Fund siano utilizzati per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi.

Le mobilitazioni si sono svolte a Ancona, Arezzo, Bari, Bergamo, Brescia, Castellamare di Stabia (NA), Catania, Cagliari, Como, Cremona, Faenza, Ferrara, Firenze, Frosinone, Genova, Gorizia, Grosseto, Imola, Imperia, Lanciano (CH), L’Aquila, La Spezia, Lecce, Lecco, Lucca, Mantova, Massa Carrara, Milano, Modena, Napoli, Novara, Olbia, Padova, Palermo, Parma, Perugia, Pesaro, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Rosignano Solvay, Salerno, Sassari, Terni, Torino, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Vicenza, Vico del Gargano (FG) e in altre città.

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