Microchip per controllare la dispersione scolastica: un istituto americano rinuncia per inefficacia

di Giulia Boffa
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Red – In alcune scuole americane è partito nel 2012 un progetto pilota per  garantire “la sicurezza” degli studenti, tracciandone tutti gli spostamenti e per ridurre la percentuale di coloro che “marinano” la scuola.

Gli studenti sono così costretti ad indossare un microchip RFID durante la permanenza negli ambienti scolastici, attraverso alcuni gadget come la tessera identificativa scolastica “microchippata”, la divisa scolastica con trasmettitore incorporato e addirittura un collare.  

Red – In alcune scuole americane è partito nel 2012 un progetto pilota per  garantire “la sicurezza” degli studenti, tracciandone tutti gli spostamenti e per ridurre la percentuale di coloro che “marinano” la scuola.

Gli studenti sono così costretti ad indossare un microchip RFID durante la permanenza negli ambienti scolastici, attraverso alcuni gadget come la tessera identificativa scolastica “microchippata”, la divisa scolastica con trasmettitore incorporato e addirittura un collare.  

Una di queste scuole, il Northside Independent School District di San Antonio, ha  accantonato il progetto dopo che una studentessa quindicenne, Andrea Hernandez,si era opposta alla sorveglianza scolastica del progetto Student Locator adducendo motivazioni religiose.

Secondo l’istituto, il progetto è stato abbandonato non perché non garantisce la privacy o a sicurezza degli studenti, ma piuttosto perché si è rivelato poco efficace nel contrasto delle assenze ingiustificate degli studenti, motivazione che ha portato ad investire nel progetto.

La frequenza degli studenti della high school, spiegano i dirigenti scolastici, è aumentata soltanto dello 0,5 per cento, dello 0,07 per cento nel caso degli studenti del grado inferiore di istruzione.

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