A metà novembre i presidi ancora a caccia di supplenti. Anief: è il fallimento della riforma Renzi, si corra subito ai ripari con la Legge di Stabilità

di redazione
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Anief – A quasi due anni e mezzo dall’approvazione della riforma della scuola Renzi-Giannini, ci si accorge che sulle supplenze si voleva cambiare tutto ma non si è cambiato praticamente nulla: sapevamo che il piano di assunzioni, seppure definito “straordinario”, ha lasciato la situazione delle cattedre annuali sostanzialmente uguale, perché quest’anno i contratti sottoscritti fino al 30 giugno o al 31 agosto si aggirano sulle 90mila unità; abbiamo ora anche la certezza che molte di quelle cattedre andranno a neo-laureati o precari privi di abilitazioni.

 Tantissime, sul sostegno, a supplenti non specializzati. Quasi tutte, attraverso la cosiddetta “messa a disposizione”, un’istanza “informale, legalmente riconosciuta e prevista dal MIiur, attraverso la quale ogni aspirante docente può candidarsi come supplente”, pur non risultando iscritto in alcuna graduatoria, scrive oggi Orizzonte Scuola.

 

A confermare questa tendenza è stato Il Messaggero, secondo il quale i presidi, anche se siamo a metà novembre, sono ancora alla ricerca di personale per coprire i “buchi” di cattedre scoperte: “Nelle scuole – scrive il quotidiano romano – è caccia al supplente. I docenti non si trovano e a scalare le graduatorie ora sono i neolaureati, freschi di studio ma senza esperienza né abilitazione: centinaia di migliaia di giovani in cerca di cattedre per incarichi a tempo determinato. È lo strano caso della scuola italiana dove vengono a mancare anche i supplenti: le graduatorie ad esaurimento infatti sono state svuotate, prima dalle assunzioni degli ultimi due anni e poi dagli incarichi annuali estivi”.

 

Le considerazioni del quotidiano, tuttavia, benché condivisibili sul piano generale, peccano nei dettagli tecnici: perché è vero che molte graduatorie sono prive di candidati – in primis in Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte – soprattutto di docenti di sostegno, matematica per le medie, lingue, ad iniziare da Inglese, ma è altrettanto vero che in giro per la Penisola ci sono ancora tanti docenti precari abilitati a cui si sarebbero potute affidare molte di quelle cattedre. Solo che non si è voluto.

 

“Bastava dare la possibilità di aggiornare le Graduatorie ad Esaurimento – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario confederale Cisal – anziché allungare addirittura il periodo di vigenza fino al 2019, come ha voluto fare a tutti i costi il Partito Democratico. I docenti, bloccati in province avare di posti, avrebbero risolto in parte il problema, spostandosi all’occorrenza sulle aree dove invece ci sono cattedre libere. Ed è per questo motivo che, nei giorni scorsi, abbiamo presentato alle Commissioni V e VII del Senato un emendamento alla Legge di Stabilità, attraverso il quale chiediamo che le GaE si possano aggiornare annualmente, proprio per dare modo ai supplenti di collocarsi laddove vi siano maggiori possibilità di lavoro”.

 

Nell’emendamento al disegno di legge n. 2960, l’Anief ha chiesto, proprio per questi insegnanti, di aggiornare il punteggio e cambiare provincia di appartenenza delle GaE non più ogni tre-cinque anni, come avviene oggi, ma annualmente. Inoltre, il giovane sindacato ha indicato ai senatori la necessità di procedere all’inserimento “a domanda in terza fascia di tutti gli aspiranti in possesso di abilitazione all’insegnamento”, oltre al “reinserimento a domanda nella fascia di pertinenza del personale precedentemente inserito nelle graduatorie ad esaurimento, già permanenti, depennato per mancato aggiornamento” e quindi “l’accorpamento della fascia aggiuntiva alla terza”. Ciò permetterebbe a migliaia di precari di lunga data di collocarsi in una posizione di pre-stabilizzazione.

 

Un altro emendamento presentato a Palazzo Madama dall’organizzazione sindacale autonoma è quello di convertire tutti i posti oggi in organico di fatto senza titolare di personale docente e amministrativo “in organico di diritto a decorrere dal 1 settembre 2018, ivi inclusi i posti in deroga su sostegno in dotazione delle istituzioni scolastiche per più di un triennio”, eliminando vincoli e laccioli che sino ad oggi hanno portato alla costituzione di almeno 80mila posti in realtà liberi ma di fatto “congelati” in attesa di chissà quali eventi, con tutte le problematiche connesse che ne conseguono a partire dal minare la continuità didattica.

 

“Con questa doppia mossa – spiega ancora Marcello Pacifico – il Governo metterebbe davvero nelle condizioni le scuole di riempire le cattedre vuote a settembre, ben sapendo che il loro numero è destinato a crescere, perché spostando nell’organico di diritto almeno 80mila posti oggi mascherati in quello di fatto, questi sarebbero finalmente utili anche per le immissioni in ruolo e quindi coperti con maggiore facilità. E non ci vengano a dire, al Governo, che certe operazioni necessitano di finanziamenti cospicui: perché il gap economico tra gli attuali costi e quelli da affrontare con le cattedre assegnate a tempo indeterminato o fino al 31 agosto è tutt’altro che eccessivo. Il risultato, però, in termini di benefici sugli alunni, di continuità didattica e di stabilizzazione del personale – conclude il sindacalista – sarebbe straordinariamente alto”.

 

E il futuro non preserva nulla di buono, almeno per i prossimi anni: perché, a seguito dell’applicazione della Legge 107/2015, i futuri insegnanti precari dovranno prima laurearsi, poi necessariamente conseguire i  24 CFU, i Crediti Formativi Universitari, nell’area cosiddetta “trasversale”, come indicato nel decreto Miur n. 616 del 10 agosto 2017 che risponde alle disposizioni del D.lgs. n. 59/2017, attuativo della legge n. 107/2015, poi tentare la lotteria del concorso, sperare di vincerlo e svolgere tre anni di formazione, di cui i primi due facendo pure supplenze in cambio di appena 400 euro al mese.

Eurosofia, in collaborazione con Anief ed Unipegaso, consente agli aspiranti docenti di acquisire i 24 CFU quali requisiti d’accesso per il prossimo Concorso a cattedra (Fit). Le nuove modalità di reclutamento prevede che i docenti debbano conseguire 24 CFU in materie psico/antropo/sociologiche e metodologie didattiche. Per agevolare gli aspiranti docenti Eurosofia e l’Università Pegaso hanno strutturato un pacchetto estremamente vantaggioso che consente di acquisire, in modo rapido ed efficace, le competenze richieste, secondo le modalità individuate nell’art. 3 comma 2 del DM 616 del 10 agosto 2017. Sarà possibile conseguire 12 CFU in modalità e-learning e gli altri 12 attraverso degli incontri residenziali. Il corsista avrà la possibilità di scegliere quali materie seguire in modalità e-learning o in presenza. Per maggiori informazioni cliccare qui.

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