Messa: “Sì alla dad all’Università, ma con obiettivi ben precisi”

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“Sono d’accordo sul mantenere una presenza della didattica a distanza con degli obbiettivi ben precisi, come arricchimento, approfondimento e rinforzo”. Così la ministra dell’Università, Maria Cristina Messa, su Rai Radio 1. 

“I progetti europei hanno una rendicontazione molto complicata. Noi per il Pnrr dobbiamo usare bene le regole europee. Abbiamo ideato due tipi di finanziamento: i progetti di rilevanza nazionale, e là vince chi fa il progetto migliore, e la ricerca di filiera. Questo per coinvolgere l’intera comunità nazionale”.

“Le risorse del Pnrr per la ricerca sono 11 miliardi, per la formazione sono poco più di 2 miliardi. Le risorse del Pnrr sono entro il 2025 e dopo il 2026 dovremmo aumentare le risorse nazionali. Diamo adesso un impulso forte per questi 4 anni e poi dobbiamo cercare di mantenere e migliorare la situazione con fondi nazionali”.

“Le università seguono le regole e la legge 240, per il Cnr si finanza chiedendo però all’ente di fare un piano di rilancio e di avvalersi di un referaggio esterno per confrontarsi con il mondo, non ci può essere un esercizio autoreferenziale del quale non abbiamo bisogno”.

“Il professore a contratto non deve essere una professione ma un contributo. Persone che sono impiegate fuori dall’università danno il loro contributo all’interno”.

“Il disallineamento è un punto critico del nostro sistema. Da un lato dobbiamo introdurre aspetti pratici nei corsi e il tirocinio, dall’altro dobbiamo stimolare il settore dell’industria perché valorizzi i nostri laurea”.

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