“Messa nel mirino dai docenti perché mio padre era di destra”. L’affondo della direttrice d’orchestra Venezi

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Beatrice Venezi, direttrice d’orchestra apprezzata e contesa nel mondo, in una lunga intervista a La Verità, spiega il suo no alla candidatura con Fratelli d’Italia: “Sono lusingata del fatto che qualcuno abbia pensato a me. Semplicemente, ho confermato che preferisco continuare a fare il mio lavoro, essere utile al mio Paese così”.

Poi svela: “Quando ero al liceo artistico mio padre si candidò alle comunali a Lucca. Il giorno dopo la mia scuola fu tappezzata da manifesti antifascisti che riportavano il mio nome. Erano scritti in modo così puntuale e preciso che poi si scoprì che non erano stati gli studenti a scagliare l’attacco: ma insegnanti e tecnici del laboratorio d’informatica”.

E ancora: “Davvero si è passato il segno. Si scrive di me come figlia di un dirigente di Forza nuova, come se questo fosse un peccato originale che si tramanda di padre in figlio. o padre ha tutto il diritto di pensare e di agire politicamente secondo le sue più profonde convinzioni. Attribuirmi la doppia colpa di essere figlia di mio padre e di aver partecipato alla convention racconta molto di come vanno le cose in questo Paese. Io ringrazierò sempre papà per avermi insegnato il pensiero critico”

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