Messa a disposizione su sostegno: i differenti tipi di disabilità tra BES e DSA

di redazione

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PUbbliRedazionale – Nelle scuole italiane persiste il problema della carenza di insegnanti di sostegno: nelle settimane scorse a Mestre durante un convegno della Cisl sulla scuola sono stati resi noti i dati sul numero di alunni, dirigenti scolastici, supplenti docenti e ATA.

Veneziatoday riporta che su 605 istituti scolastici, 31 sono sottodimensionati, e 216 sono diretti da un preside reggente.

In Veneto, nelle nomine per l’a.s. 2017/18 sono rimasti vacanti ben 2.811 posti di cui 1.558 di sostegno.

Alla luce di questa consistente carenza di insegnanti, molti aspiranti docenti stanno inviando in questi giorni la propria messa a disposizione (MAD), ovvero la disponibilità a ruoli di supplenza, per chi non è iscritto nelle graduatorie.

Chi invece è già iscritto, con la MAD può aumentare le sue possibilità di essere contattato da parte degli istituti scolastici per insegnare o svolgere servizio come personale ATA.

I casi di sostegno però non sono tutti uguali, occorre pertanto fare un po’ di chiarezza in merito alle diverse tipologie di deficit cognitivi o disabilità.

Chi è il docente per il sostegno?

L’insegnante per le attività di sostegno è un insegnante specializzato assegnato alla classe dell’alunno con disabilità per favorirne il processo di integrazione. Non è pertanto l’insegnante dell’alunno con disabilità ma una risorsa professionale assegnata alla classe per rispondere alle maggiori necessità educative che la sua presenza comporta.

Tanti docenti, pur conoscendo le definizioni e le distinzioni introdotte con la Direttiva Ministeriale del 27/12/12, indicano spesso con l’acronimo BES solo quegli alunni che, pur manifestando un Bisogno Educativo Speciale (BES), non rientrano nelle misure previste dalla L. 104/92 sulla disabilità e dalla L. 170/10 sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA).

Cosa dice la direttiva ministeriale – Gli alunni che hanno bisogno di un insegnante di sostegno, per tante ragioni, sono in costante aumento.

La Direttiva Ministeriale individua quest’area indicandola come svantaggio scolastico; essa ricomprende problematiche diverse e viene definita come area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: la disabilità; i disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici e lo svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.

1. Nella prima sottocategoria rientrano gli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/92. Solo in questo caso è prevista la presenza del docente di sostegno, per un numero di ore commisurato al bisogno.

2. La seconda sottocategoria riguarda i disturbi evolutivi specifici. La Direttiva ministeriale chiarisce che in essa rientrano anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD). Per gli alunni con DSA è obbligatorio il ricorso ad un Piano Didattico Personalizzato (PDP) e l’utilizzo di strumenti compensativi e di misure che possano garantire il successo scolastico degli allievi.

3. La terza sottocategoria, infine, riguarda gli altri BES, cioè quegli alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale. In questo caso c’è un bisogno educativo speciale, generalmente limitato nel tempo, dovuto a situazioni molteplici e contingenti, che sono causa di svantaggio e, pertanto, richiedono per un certo periodo una particolare attenzione educativa.

Quando si parla di insegnanti di sostegno, pertanto, è necessaria anche una formazione specifica, anche se non si possiede un’abilitazione.

É frequente infatti che vengano contattati insegnanti per ruoli di sostegno tramite lo strumento della messa a disposizione, per supplire a carenze di organico.

Spesso una supplenza su sostegno è il modo in cui tanti insegnanti iniziano la loro esperienza nel mondo della scuola.

Se non si ha un’abilitazione specifica tuttavia non conviene inviare una domanda di messa a disposizione solo per il sostegno, ma una generica, specificando poi nelle note che si è a disposizione anche per il sostegno.

Per chiarimenti, consigli e informazioni sull’invio della domanda di messa a disposizione, è possibile contattare lo staff di voglioinsegnare.it e scaricare la guida gratuita sulla messa a disposizione.

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