Messa: “Chi pilota i concorsi via dall’università. Dal Recovery Plan 15 miliardi, un’occasione per il rilancio”

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“Le storie di cattivi concorsi pubblici e inchieste di magistratura che ho letto nell’inchiesta ‘Agnese nel Paese dei baroni’ non devono essere sottovalutate, devono essere studiate e condannate, ma non rappresentano l’intera università italiana”. Ma ”chi sbaglia o recluta male deve uscire dal sistema, deve essere destituito”.

Lo afferma la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa in un’intervista a Repubblica.

”Le falle principali sono nel metodo di abilitazione e nei bandi locali. Oggi il sistema è confuso tra l’abilitazione esterna, i rettori che non entrano nei contenuti della prova, i dipartimenti che possono fare scelte di cui poi non si prendono la responsabilità. La vera rivoluzione arriverà quando ci ispireremo alle pratiche realizzate all’estero. Si devono identificare i candidati migliori, le figure che possono coprire un’area, avviare un sistema di cooptazione a un livello molto alto. E poi avere commissioni allargate al mondo esterno, all’industria, all’estero. I commissari devono essere eccellenti per giudicare candidati eccellenti. A volte in alcuni atenei prevale una cultura localistica”.

Quanto ai fondi del Recovery, Messa invita a contare ‘‘tutti insieme i finanziamenti e scopriremmo che l’università dispone di 15 miliardi. Sono più preoccupata da come li spenderemo”.

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