Meritocrazia in Europa. Come si valutano gli insegnanti in Francia

di redazione
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red – Iniziamo un cammino, seguendo uno studio dell’Eurydice (la rete di informazione dell’Unione europea sui sistemi educativi), sui sistemi di valutazione in Europa. Partiamo dalla Francia.

In Francia vige un sistema di valutazione degli insegannti mista: sia interna che esterna.

red – Iniziamo un cammino, seguendo uno studio dell’Eurydice (la rete di informazione dell’Unione europea sui sistemi educativi), sui sistemi di valutazione in Europa. Partiamo dalla Francia.

In Francia vige un sistema di valutazione degli insegannti mista: sia interna che esterna.

Nelle scuole secondarie inferiori e superiori gli insegnanti vengono valutati ogni 6/7 anni. La valutazione avviene ad opera di "Ispettori pedagogici regionali" che giudicano il docente sul campo, mentre tiene una lezione, al fine di constatare la sua competenza didattica. A questa osservazione diretta segue anche un colloquio individuale con l’insegnante.

Una seconda valutazione avviene internamente. Infatti, è lo stesso dirigente scolastico che esprime una valutazione, ma da un punto di vista amministrativo: assiduità, puntualità, autorità e ascendente sugli alunni e colleghi.

L’aggregazione dei due voti prdurrà un valore su 100 punti che ha lo scopo di misurare il valore professionale degli inseganti al quale è legato l’avanzamento di scaglione e di conseguenza un aumento stipendiale.

Non è raro che, difatti, siano gli stessi insegnanti a richiedere di essere valutati.

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