Meritocrazia. Dopo aver tagliato 150.000 posti di lavoro Cisl, Uil, Snals e Gilda (FGU) cantano vittoria: pazzesco!

di Lalla
ipsef

COBAS – In questi ultimi tre giorni tutti i giornali hanno riportato la notizia dello “sblocco” degli scatti di anzianità con i sindacati firmatari che inneggiano alla vittoria e attaccano gli “irresponsabili” che hanno sempre parlato di “accordo truffa”. Ebbene si, confermiamo che la finanziaria estiva di Tremonti e l’accordo tra MIUR e CISL, UIL, SNALS è stata una truffa per i lavoratori della scuola.

COBAS – In questi ultimi tre giorni tutti i giornali hanno riportato la notizia dello “sblocco” degli scatti di anzianità con i sindacati firmatari che inneggiano alla vittoria e attaccano gli “irresponsabili” che hanno sempre parlato di “accordo truffa”. Ebbene si, confermiamo che la finanziaria estiva di Tremonti e l’accordo tra MIUR e CISL, UIL, SNALS è stata una truffa per i lavoratori della scuola.

Intanto chiariamo subito che non è assolutamente vero che gli scatti triennali siano stati, ad oggi, ripristinati:

1. Perchè non ci sembra sia stato emanato ancora alcun decreto (sarebbe dovuto già arrivare da luglio, vero??); siamo, quindi, ancora nella fase delle promesse.

2. Perchè Il famoso comma 14 dell’art. 8 della finanziaria recita che il 30% dei risparmi (tagli!!) ottenuti nella scuola con la Finanziaria del 2008 e che erano stati destinati a premiare il merito ( art. 64,..), circa 2 miliardi di euro, sarebbero stati invece dati a tutto il personale, come una sorta di “risarcimento” per il furto di tre anni di anzianità. Recupero irrisorio, perché la cifra in ballo, un po’ meno di 2 miliardi, divisa su tutti portava ad un recupero pro‐capite sui 2000 euro (ovviamente lordi), a fronte di una perdita causata dai tre anni di anzianità rubati, di 30.000 – 40.000 euro nella vita lavorativa

3. Perchè, anche fosse vero quello che scrivono i “difensori” dei lavoratori, ricordiamoci che per avere un anno di “sbocco” dell’anzianità (perchè di questo, al massimo si tratterebbe), la scuola ha subito
il più grande licenziamento di massa di tutta la storia italiana. In cambio del taglio di personale e di risorse della scuola Cisl, Uil, Snals e Gilda, applaudono al governo che restituirebbe una quota di salario che non avrebbe dovuto essere tagliata, perchè inserita nel contratto collettivo nazionale.

A meno che non spieghino ai lavoratori che il CCNL (oltre al fatto di averlo “congelato” per 4 anni) non ha più valore e in qualsiasi momento la parte padronale può “ritoccare” (Marchionne docet).

Ma la cosa che, tra le tante, ci conferma la “svendita” di Cisl, Uil, Snals e Gilda (e, su questo aspetto, anche della Cgil) è la posizione assunta sulla “carriera” degli insegnanti.

Posizioni ormai note: ricordiamo che il primo a intervenire su questa materia è stato Berlinguer con il noto “concorsone” voluto da tutti i sindacati confederali (che avevano già preparato i libri e attivato i corsi di preparazione) ma rigettato dalla categoria che, dal basso, fece ritirare il progetto e dimettere il ministro. Oggi ripartono all’attacco con un progetto sperimentale rivolto ai singoli insegnanti da attuare nel corrente anno scolastico a Napoli e Torino coinvolgendo 20 scuole per città, concedendo una mensilità di premio al 20% dei docenti tra quelli che ne fanno domanda. Chi deciderà all’interno della scuola il 20% degli insegnanti cui assegnare il premio? Semplice, siamo nell’era Brunetta, quindi ci sarà un nucleo composto dal dirigente e da due docenti eletti con voto segreto dal collegio dei docenti. E quali sono gli indicatori? Curriculum, scheda di autovalutazione (???), attività connesse al profilo dei docenti previste dal contratto vigente e, udite udite, apprezzamento da parte di genitori e studenti.

Stiamo davvero raggiungendo il punto di non ritorno: la questione della valutazione e del merito, che per i sindacati doveva rappresentare il punto di arrivo della scuola dell’autonomia, della scuola azienda, di fatto rappresenta il vero nuovo volto della scuola italiana, quello della scuola “miseria”.

Invitiamo tutti i collegi docenti delle scuole coinvolte nella sperimentazione a non aderire, battiamoci per riavere i nostri soldi, il nostro contratto e tutti i nostri diritti.

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