“Il merito di Renzi è solo slogan. Non c’è tempo per fare tutte le assunzioni, iscritti in Gi assunti solo per concorso”. Ne parliamo con l’On Centemero

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La responsabile scuola di Forza Italia promette che in Parlamento non ci sarà ostruzionismo, ma un atteggiamento costruttivo. "No ad assunzioni di massa su organico dell'autonomia".

La responsabile scuola di Forza Italia promette che in Parlamento non ci sarà ostruzionismo, ma un atteggiamento costruttivo. "No ad assunzioni di massa su organico dell'autonomia".

On. Centemero, ieri Renzi, nelle sue e-News ha chiesto alle opposizioni di non fare ostruzionismo, ha passato a voi la palla

In realtà ha passato la palla al Parlamento, scegliere di fare un DDL anziché decreto significa dare la palla al parlamento, a tutte le forze politiche, compresa la minoranza del PD.

Farete ostruzionismo?

Renzi chiede serietà e responsabilità e mi auguro che tutte le forze politiche possano averle in Parlamento per affrontare in tempi certi questo importante DDL. In realtà dobbiamo ancora leggere il testo del disegno di legge. Guardando quello che è stato pubblicato su Orizzonte Scuola ci sono alcuni temi e alcune battaglie di Forza Italia, come l'alternanza scuola-lavoro, la valutazione dei docenti, per le quali non faremo ostruzionismo, il nostro sarà un atteggiamento costruttivo. Per quanto riguarda le criticità, le evidenzieremo in modo chiaro e presenteremo proposte emendative che cercheranno di migliorare il testo.

Tra i punti di criticità, mi è parso di capire, c'è l'organico funzionale

L'organico dell'autonomia deve essere legato alle richieste e ai reali bisogni delle scuole, ai bisogni degli studenti e famiglie. Non siamo favorevoli ad un organico finalizzato alla creazione di posti di lavoro e che faccia assunzioni di massa. Nel DPR 89, il regolamento dei licei, è già contenuto l'Organico Funzionale, non è una novità. Si tratta di una norma varata nel periodo Gelmini che ha come scopo l'ampliamento dell'offerta formativa. Forza italia è già, da tempo, in questa direzione. Le prendo un esempio: se nella mia scuola la vocazione è di carattere linguistico, vorrei un organico funzionale che potenzi le competenze linguistiche dei miei studenti. Sarò io, dirigente scolastico, che chiederò di assegnarmi nell'organico più docenti di lingue. Attualmente non è chiaro questo passaggio nella bozza del Disegno di legge, sembra che i docenti vengano assegnati alle scuole dagli uffici scolastici senza un vero criterio.

Come procedere per le assunzioni?

Attualmente non ci sono 150mila posti di lavoro, noi abbiamo chiesto sin dal "Decreto Carrozza", nel settembre 2013,  la copertura di tutti posti vacanti e disponibili, poi un organico funzionale reale. Ora chiediamo 50mila assunzioni subito, a settembre 2015, per quello che è urgente, attraverso Decreto ad hoc.

Siamo già a marzo e il problema non riguarda soltanto i tempi che il parlamento impiegherà per varare il DDL. Le Camere possono impiegare anche due mesi e "La buona scuola" può essere pronta a fine aprile, ma poi deve partire la macchina amministrativa, che è molta più lunga e lenta del parlamento: dunque non potranno essere fatte tutte le assunzioni promesse per il 1 settembre. A meno che si abbia già in mente che una parte di assunzioni siano giuridiche ma con decorso economico dal 2016/17. C'è poi anche il problema dei numeri: non ci vengono forniti i dati certi e reali: quanti sono gli insegnanti che hanno davvero insegnato? Questo è un criterio che deve essere considerato. Ci sono persone che non hanno mai insegnato, non vogliamo che la scuola diventi un ripiego. Poi chiediamo un anno di formazione serio, non i soliti 180 giorni di servizio…..

Sull'anno di formazione avevo preparato una domanda. Vi soddisfa quanto previsto dalla circolare sull'anno di prova dei docenti assunti nel 2014/15? Osservazione reciproca tra candidato e docente tutor, formazione mirata …

La formazione degli insegnanti deve essere collegata all'insegnamento  in classe. Va bene il corso di formazione, bene il tutor che segue, forma e aiuta il docente, ma ci vuole un'osservazione più ampia che coinvolga i giudizi degli studenti e chieda riscontri agli altri colleghi: se un insegnante è in grado di tenere la classe, quale la sua capacità didattica, quale quella di insegnare e relazionarsi con gli studenti. Ci sono insegnanti che non sono adatti a questo tipo di lavoro ed è giusto che facciano altre scelte. Il modo di valutare un docente durante l'anno di prova, fino ad ora svolto, si limita solo ad un corso di formazione e all'aver svolto i famosi 180 giorni: essere un bravo insegnante o meno non è un criterio considerato. Anche i  dirigenti devono fare la loro parte! Secondo noi a fianco del nucleo di valutazione interno, deve essere inserito anche un valutatore esterno, magari il dirigente di un'altra scuola o un ispettore.

Facciamo un passo indietro, nella bozza del Decreto da noi pubblicata si legge dell'assunzione dei docenti delle Graduatorie d'istituto nell'organico funzionale, siete d'accordo?

Questa è l'occasione per mettere fine alle graduatorie ad esaurimento. Noi avremmo preferito meglio un ulteriore piano triennale che consentisse di costruire un vero organico funzionale. Per quanto riguarda gli iscritti in GI pensiamo che debbano fare il concorso per essere assunti, non sosterremo altre strade anche per la peculiarità delle domande di inserimento nelle GI. Un concorso uguale per tutti, senza riserve o al massimo un concorso in cui vengono valutati: prove, titoli e servizio, compreso quello svolto nelle paritarie. Non capisco perché tanti giovani non vogliano mettersi in gioco attraverso delle prove concorsuali e attendano lo scorrimento di graduatorie, mi meraviglia perché il concorso è un'opportunità. Ci sono tanti docenti bravi nelle graduatorie d'istituto e attraverso il concorso potrebbero ottenere l'assunzione in ruolo ed invece attendono solo le "sanatorie" Questa mentalità deve cambiare, abbiamo la forza di accettare le sfide.

Organico funzionale, possibilità per il dirigente di scegliere i docenti per potenziare l'offerta formativa, "sburocratizzazione del ruolo del dirigente", bastano per attuare l'autonomia?

Il dirigente da noi proviene dalla carriera di insegnante, ma assume una funzione che non è di natura didattica. La funzione didattica spetta agli insegnanti. Il Dirigente è la persona che dirige la scuola e che quindi deve avere ampie competenze legislative, deve saper gestire le risorse umane e le risorse finanziarie. Il dirigente deve essere la guida di una scuola. Ha una leadership diffusa e condivisa per questo deve saper coinvolgere i propri insegnanti. Deve guidare l'istituzione scolastica a definire la sua identità formativa attraverso il piano dell'offerta formativa, un'offerta formativa che risponda ai bisogni degli studenti. Deve analizzare i bisogni,  monitorare e capire attraverso i colloqui con le famiglie, gli studenti,  i docenti quale è l'identità della sua scuola ed operare per realizzarla.

Basta quanto si sta attuando attraverso l'avvio dell'autovalutazione d'istituto?

L'autovalutazione d'istituto è un primo, piccolo passo: è importante ma non sufficiente. Accanto ci vuole una valutazione che noi abbiamo definito "a tre gambe": autovalutazione, invalsi (quindi, dati esterni) ed ispettori. L'intento della valutazione è un intento migliorativo. In pratica, metto in luce in cosa sei bravo, cosa devi potenziare, ma se ci sono criticità, ti aiuto a migliorare, ad esempio, con un piano di miglioramento e più risorse.

La scuola ha, invece, paura della valutazione  e si autovaluta. Perché? E' un momento migliorativo in cui si aiuta la scuola ad esprimere meglio le potenzialità e correggere e migliorare ciò che va migliorato.

Parliamo di merito?

Non amo la parola "merito", non fa parte della mia cultura, preferiamo parlare di qualità ed equità. Qualità non è merito, significa realizzare un'offerta formativa che incontra i bisogni degli studenti. Poi c'è l'equità: la scuola ha smesso di essere ascensore sociale e luogo in cui si superano le diseguaglianze. Equità è dare risposte diverse a bisogni diversi. La scuola deve dare pari opportunità per crescere, nella società e nel mondo del lavoro.

Nel decreto c'è molta attenzione per i BES, bene! C'è attenzione all'integrazione, per lo svantaggio, ma non vedo attenzione alla qualità dell'offerta formativa per tutti. Per questo bisogna far incontrare domanda e offerta, far incontrare le professionalità con il bisogno della singola scuola.

Per quanto riguarda il merito legato alla valorizzazione dei docenti? Cosa pensa di quanto previsto dalla bozza del Decreto? La nostra impressione è che si vogliano premiare i docenti con un piatto di lenticchie, non ci sono risorse in più.

Innanzitutto, bisogna vedere come si utilizzano le risorse. Per noi la carriera dei docenti deve avere due o tre livelli, come in tutte le professioni, che permetta un aumento di stipendio e di merito reale.

I bravi insegnanti devono essere valorizzati, ma questa proposta del Governo è più uno slogan e rischia di vanificare un'idea che poteva essere positiva, la scelta doveva essere diversa. 

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