Merito. Profumo scrive ai sindacati, rispondono: CISL, AGESC, ANIEF e Partito Democratico

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red – A seguito della lettera inviata ieri dal Ministro ai sindacati. La CISL chiede relazioni sindacali vere, non solo epistolari, mentre l’associazione dei genitori Agesc giudica le indiscrezioni sulla bozza valide e positive, Pacifico ricorda le priorità per consentire  una giusta istituzionalizzazione del merito, la Puglisi chiede spazio al dibattito parlamentare.

red – A seguito della lettera inviata ieri dal Ministro ai sindacati. La CISL chiede relazioni sindacali vere, non solo epistolari, mentre l’associazione dei genitori Agesc giudica le indiscrezioni sulla bozza valide e positive, Pacifico ricorda le priorità per consentire  una giusta istituzionalizzazione del merito, la Puglisi chiede spazio al dibattito parlamentare.

Scrima, CISL. Relazioni sindacali vere, non solo epistolari

Vogliamo sperare che la lettera del Ministro sia solo il preliminare ad un approfondito confronto di merito che dia corpo e sostanza, a partire dall’incontro di venerdì prossimo, a relazioni sindacali vere e non soltanto epistolari.

In attesa di conoscere quali saranno le proposte avanzate in Consiglio dei Ministri sui premi ai meritevoli, e quale lo strumento legislativo scelto per darne attuazione, su altri punti è urgente verificare se le cose stanno esattamente come vengono descritte nella lettera.

A partire dalla questione organici, dallo stesso ministro citata come indicatore che attesterebbe un’inversione di tendenza dopo anni di tagli: è proprio vero che saranno confermati i posti funzionanti nel 2011/12? A noi risulta di no, visto che l’Amministrazione pochi giorni fa ha tolto agli Uffici Regionali una parte di quelli inizialmente assegnati. Il ministro si attivi per porre rimedio a questo inaccettabile scippo, se davvero vuol dare un forte e convincente segnale di svolta!

Sugli stanziamenti alle scuole, poi, non vorremmo che si trattasse in larga parte di un déja vu (fondi europei), o di spese non propriamente riconducibili all’istruzione, come nel caso di quelle, pur importanti, destinate agli asili nido.
Resta in ogni caso da capire se e quante ve ne saranno per risolvere le criticità che vivono le scuole nella loro ordinaria gestione, o per finanziare le azioni di recupero per gli alunni in difficoltà.

Sono solo due esempi di autentiche emergenze che meritano assoluta priorità.

Agesc. Pacchetto "merito" Profumo: "Un tassello positivo di riforma nella prospettiva della piena realizzazione dell’autonomia, della parità e della libertà scolastiche"

Lo dichiara Roberto Gontero, presidente di AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) commentando le anticipazioni rese pubbliche sulla riforma Profumo

“Intervenire a favore del merito è un dato positivo. Naturalmente ciò non esaurisce le problematiche aperte all’interno del sistema scolastico italiano”. Lo dichiara Roberto Gontero, presidente di AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), commentando le anticipazioni di quanto contenuto nel pacchetto Profumo che verrà discusso mercoledì prossimo in Consiglio dei Ministri. “La decisione di premiare lo studente dell’anno, – ha proseguito Gontero – come quella di concedere sgravi fiscali alle imprese che assumeranno gli alunni più meritevoli, oppure la previsione di gare e concorsi tra allievi di accademie e conservatori costituiscono misure in grado di premiare i meritevoli e, nello stesso tempo, di incoraggiare gli studenti più indietro ad adottare standard di rendimento superiori. D’altra parte, sono provvedimenti da leggersi come un tassello all’interno di un disegno di riforma più ampio. Ci riferiamo ai temi ancora aperti della qualità degli insegnanti, alla questione dell’autonomia delle scuole in un contesto realmente competitivo, alla libertà di educazione.
Coloro che finora si sono schierati contro la riforma Profumo sono gli stessi che non sono a favore della libertà di educazione delle famiglie, che si oppongono alla valutazione di scuole e insegnanti e alla libertà di scelta di questi ultimi da parte dei singoli istituti.
In sintesi – ha concluso il presidente di AGeSC- il fronte del no al ‘pacchetto Profumo’ è costituito da quelle forze che da sempre hanno scelto di prediligere per la scuola italiana lo status quo, opponendosi a qualsiasi forma che introduca anche nel settore scolastico un clima di confronto e concorrenza e quindi di maggiore libertà di intrapresa, rispetto a quanto non succeda già ora”.

PD. Puglisi: "Ora aspettiamo testo definitivo lasciando spazio al Parlamento"

di Francesca Puglisi, responsabile scuola Partito Democratico – Siamo felici di apprendere dal ministro Profumo che i preliminari del provvedimento sul merito circolati in questi giorni non corrispondono ai contenuti finali.

Aspettiamo dunque il disegno di legge definitivo lasciando spazio al Parlamento per un ulteriore approfondimento ed esame, perché sia riaffermato il principio di merito in una scuola inclusiva che dia uguali opportunità a tutti.

ANIEF. Lettera del ministro Profumo ai sindacati della scuola

Caro ministro,
approfitto del manifesto pubblico rivolto ai sindacati per sottolineare, finalmente, come tu ti sia rivolto proprio a tutti i sindacati e non soltanto a quelli rappresentativi che convochi quotidianamente per concertare le scelte della tua amministrazione. Già da tempo, infatti, l’Anief ha richiesto un incontro su cui confido ancora per suggerire interventi urgenti per la scuola, l’università e la ricerca prima della fine della XVI legislatura. Tra queste, in vero, mi sono dimenticato di segnalare a suo tempo il merito, non per assenza di una cultura elitaria o valoriale ma perché pensavo che i voti assegnati e gli esami svolti dagli anni della scuola elementare a quelli dell’università fossero sufficienti a misurare la capacità, le abilità, le competenze, gli apprendimenti dei nostri studenti.

Certamente, qualche borsa di studio in più non farebbe male – e ne parla uno che durante il suo corso di laurea e la formazione post laurea ne ha ricevute parecchie e per merito – ma non servono se poi alla fine lo Stato costringe i cervelli tanto coccolati ad emigrare all’estero perché l’accesso alla professione è sbarrato, per esempio, per diventare insegnante e ricercatore, o perché la stessa carriera per alcuni anni viene bloccata. Allora, consentimi di ricordarti come, forse, le priorità potrebbero essere altre: eliminare la precarietà come cattivo sistema ordinario di funzionamento della macchina pubblica, gestire in maniera trasparente e meritevole i concorsi pubblici, investire maggiori risorse nella selezione, nella formazione, nell’assunzione e nella progressione di carriera del personale, dotare i centri di produzione e di trasmissione del sapere di strumenti tecnologici adeguati e di strutture messe in sicurezza, garantire l’alternanza scuola-lavoro, rilanciare un piano di investimenti per il reclutamento dei giovani ricercatori dell’università e dei precari della scuola, adeguare gli stipendi dei dipendenti pubblici ai livelli europei per non mortificare ulteriormente la professione, promuovere l’attività convegnistica e lo scambio internazionale per riprendere la tradizione umanistico-scientifica che ci ha contraddistinto.

Accolgo di buon auspicio la fine della stagione dei tagli che negli ultimi cinque anni ha eliminato più di 100.000 posti nella scuola pubblica e più di 20.000 cattedre all’università, ma ancora attendo l’aumento di un 1% del P.I.L. per l’istruzione e la ricerca, perché, senza investimento, le solte misure di contenimento della spesa non aiutano a rilanciare la nostra economia.
Il presidente dell’Anief, dott. Marcello Pacifico

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