Merito: la forza delle parole. Lettera

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Inviata da Enrico Maranzana –

Per apprezzare il senso dell’innovazione è necessario specificare il significato di merito.
Meritevole è una persona che assolve i sui compiti con eccellenza.

La via obbligata alla rilevazione del merito è l’esatta e circostanziata definizione del compito.
Ne discende che la ripartizione ministeriale del merito ha, come compito primario, la vigilanza sull’assolvimento dei compiti che l’ordinamento vigente assegna alle scuole.

Il Dlgs 297/94 è il riferimento: esplicita il tragitto formativo da percorrere.

Ecco i punti da monitorare:

il Consiglio di circolo/d’istituto

  • ha “elaborato e adottato gli indirizzi generali” esprimendoli nel piano triennale dell’offerta formativa in funzione della loro osservabilità e misurabilità?
  • ha precisato i “criteri generali per la programmazione educativa”?

Il Collegio dei docenti

  • ha “curato la programmazione dell’azione educativa” in conformità alle decisioni del Consiglio d’istituto?
  • ha “valutato periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario, opportune misure per il
    miglioramento dell’attività scolastica”?

I Consigli di Classe

  • hanno “realizzato il coordinamento didattico” al fine di modulare gli obiettivi del Collegio alla specificità degli studenti loro affidati?
  •  hanno ipotizzato percorsi d’apprendimento convergenti ai traguardi programmati cui partecipano tutti gli insegnamenti?

Corollario finale. La focalizzazione del merito è un chiaro richiamo al rispetto delle regole. Si considerino ad esempio le norme sull’autonomia scolastica che si “sostanzia di progettualità”. Questa prevede la definizione degli obiettivi e la capitalizzazione del loro scostamento dai risultati: le tipiche attività dell’accertamento del merito.

Da rilevare infine che il merito, vale a dire la dichiarazione degli obiettivi, possiede un travolgente vigore didattico: l’abbandono della motivazione estrinseca, insita nel voto, per sostituirla con quella intrinseca: lo studente possiede l’origine e il senso del suo lavoro.

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