Merito, il costituzionalista: “Schiaffo all’uguaglianza? Lo è il curriculum dello studente, che produce discriminazioni”

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“Merito e politiche sociali non sono in contraddizione, Costituzione non è un totem. Sinistra smetta di pensare di potere continuare a vivere di slogan ed entri nel merito delle cose”.

Lo dice il costituzionalista Giovanni Guzzetta, professore di Diritto pubblico all’università di Roma Tor Vergata, nella polemica innescata sulla questione del Merito, attribuito nel nome e tra gli obiettivi al Ministero dell’Istruzione, citando a titolo d’esempio il curriculum vitae dello studente, istituito dalla legge delega 107 del 2015, disciplinata dal decreto legislativo 62 del 2017, ed operativa dal 2 aprile 2021 per decreto ministeriale.

La politica del merito è uno schiaffo a quella dell’uguaglianza? Francamente faccio fatica a capire il tema della polemica perché la Repubblica deve promuovere eguaglianza sociale ed adottare tutti i mezzi per superare i gap socio economici valorizzando il merito. Stiamo facendo una polemica sul nome. Forse sarebbe meglio pensare ai fatti: ricordo che guardando la legislazione vigente nel mondo della scuola, spesso si è ricorsi all’esatto opposto, come con l’istituzione del cv studente, quando si è stabilito che nella valutazione scolastica valessero anche capacità acquisite in percorsi extra scolastici“, continua Guzzetta.

Ci sono normative che producono effetti discriminatori sugli studenti meno abbienti come il cv studente che consente di utilizzare nella valutazione scolastica capacità acquisite fuori dalla scuola, che come evidente non tutte le famiglie possono sostenere per i propri figli – denuncia Guzzetta – Bisogna smetterla di pensare che merito e politiche sociali siano in contraddizione. La Costituzione non pretende che tutti siano eguali e arrivino allo stesso punto. Ma pretende che la Repubblica rimuova le condizioni che distorcono i percorsi della vita a causa di ragioni economico sociali. La Costituzione va letta e studiata, non evocata come un totem a fini ideologici.”

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