Merito dei dirigenti: docenti e genitori esprimeranno giudizio, come funzionerà. Ne parliamo con Paolino Marotta

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Il 2016 dovrebbe essere l’anno giusto: dirigenti scolastici finalmente valutati e retribuiti sulla base dei risultati effettivi del loro operato.

Il 2016 dovrebbe essere l’anno giusto: dirigenti scolastici finalmente valutati e retribuiti sulla base dei risultati effettivi del loro operato.

Tra i tanti nodi da sciogliere sui criteri e sulle modalità della complessa operazione, Paolino Marotta, presidente dell’A.N.D.I.S. (Associazione Nazionale dei Dirigenti Italiani), identifica quello più grosso nel criterio reputazionale relativo all’ “apprezzamento dell’operato del dirigente scolastico all’interno della comunità professionale e sociale” e sottolinea ancora una volta il carattere pedagogico ed organizzativo-gestionale della leadership del ds.

Presidente, dalla prima riunione informativa che si è tenuta al viale Trastevere a inizio mese, sembra di capire che la valutazione dei dirigenti scolastici sarà strettamente legata ai compiti a essi affidati dalla legge 107/2015 e, dunque, ai loro incarichi triennali. Parliamo di obiettivi da raggiungere a medio e a breve termine. Non le sembra che un simile lasso temporale possa nascondere qualche insidia?

“La valutazione della dirigenza scolastica, dopo più di un decennio di sperimentazioni e rinvii, con il DPR 80/2013 viene ricondotta nell’ambito del Sistema Nazionale di Valutazione: ai fini della valutazione dei risultati dell’azione dirigenziale saranno prese in considerazione le aree di miglioramento organizzativo e gestionale delle istituzioni scolastiche direttamente riconducibili al dirigente scolastico.

La valutazione viene espressa annualmente per determinare l’indennità di risultato e triennalmente perché deve necessariamente essere coerente con l’incarico e con il Piano di Miglioramento anch’esso triennale, un periodo ragionevole in cui riteniamo sia possibile formulare una prima valutazione del lavoro svolto”.

Da chi sarà composto il nucleo di valutazione? Quali saranno le modalità di verifica e di valutazione dell’operato dei dirigenti?

“La valutazione sarà effettuata dal Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, che si avvarrà di Nuclei di valutazione composti molto probabilmente da un dirigente tecnico, un dirigente scolastico ed un esperto esterno.

Il Dirigente tecnico dovrà istruire la procedura e raccogliere la documentazione sulla valutazione di ciascun DS, chiedere documentazioni integrative alla scuola e, se necessario, effettuare una visita.

Il Nucleo formula la valutazione di prima istanza sulla base della precedente fase istruttoria.

La valutazione finale (triennale) spetta al Direttore regionale con riferimento alle valutazioni di prima istanza del Nucleo.

L’esito della valutazione annuale determinerà la retribuzione di risultato suddivisa in 4 fasce: 100% della retribuzione ai risultati eccellenti; 80% ai risultati buoni, 50% a quelli sufficienti e nessuna retribuzione in caso di esito negativo”.

Saranno coinvolti anche genitori e studenti? In che modo?

“La legge di riforma 107/2015 ha previsto al comma 93 anche un criterio reputazionale relativo all’apprezzamento dell’operato del ds all’interno della comunità professionale e sociale. Si tratta di un aspetto della professionalità del ds non facilmente rilevabile e che si presta comunque a criticità (con quali strumenti si misura l’apprezzamento? con il criterio del “vox populi” o somministrando questionari a docenti, famiglie e alunni?)”.

Si sente sereno circa i criteri di valutazione che saranno adottati?

“I criteri sono dati dalla norma:

– competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell’azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell’incarico triennale;

– valorizzazione dell’impegno e dei meriti professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali.

– apprezzamento del proprio operato all’interno della comunità professionale e sociale

– contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;

– direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunità scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole. Adesso aspettiamo di conoscere in sede di presentazione delle Linee Guida quali indicatori sono stati individuati per una corretta e oggettiva rilevazione dei dati afferenti ai criteri sopra riportati.

Vorrei far considerare che la scuola, ancorché ufficio pubblico, è soprattutto un’istituzione culturale in cui operano, con ruoli e comportamenti diversi, soggetti eterogenei (docenti, personale ATA, genitori, studenti, ecc.). Essa deve altresì interagire con una pluralità di soggetti (ministero, direzioni regionali, enti locali, imprese…) per far fronte ad una diversità di compiti relativi all'istruzione, alla formazione, all'orientamento, alla gestione delle risorse umane e finanziarie. Noi riteniamo che nella valutazione dei Ds il peso maggiore debba essere attribuito alla capacità di conduzione della comunità professionale in termini di leadership pedagogica e organizzativa-gestionale, e non ad aspetti puramente burocratici”.

Anche il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione sarà chiamato a dare il suo parere. Quali pensa saranno le criticità che emergeranno in quella sede?

“Ritengo che il CSPI saprà esprimere sulla Direttiva e sulle Linee Guida di prossima emanazione un parere equilibrato a garanzia dell’unitarietà del sistema nazionale di istruzione e sarà sicuramente in grado di evidenziare gli eventuali aspetti di criticità del sistema di valutazione che dal prossimo 1° settembre dovrà interessare i Ds che riceveranno un nuovo incarico”.  

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