Meritiamo rispetto! Ho superato la prova concorsuale, ma non siamo giocatori d’azzardo. Lettera

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Inviato da Gianni Gentile – Basta! Meritiamo rispetto! Sono un docente, un supplente, precario da anni come molti altri.

Insegnare è il lavoro più bello del mondo e cerco di farlo ogni giorno nel migliore  dei modi, continuando a formarmi (dopo aver superato la dura selezione per accedere a TFA, mi sto specializzando sul sostegno nelle scuole secondarie di secondo grado), informandomi il più possibile, mantenendo la mente aperta alle innovazioni.

Attendevo con grandi speranze che fosse bandito il concorso ordinario, un concorso aperto a tutti, per avere la mia possibilità di uscire dal precariato.

Finalmente è arrivato e ho superato la prova scritta al concorso ordinario, in entrambe le classi di concorso per le quali avevo fatto domanda:

A022 Discipline letterarie nella scuola secondaria di I grado e A012 Discipline letterarie negli istituti di istruzione secondaria di II grado;

classi di concorso con programmi immensi, che comprendono tutta la letteratura italiana, la grammatica, la storia dal Big bang ai nostri giorni, la geografia in tutte le più varie accezioni.

La soddisfazione di aver superato una prova tanto difficile è stata in parte inquinata dalla serie di dichiarazioni che esponenti politici, appartenenti a quasi tutto l’arco costituzionale, hanno proprio sentito necessario fare.

In pochi giorni i candidati che hanno superato la prova scritta sono stati definiti:

giocatori d’azzardo, risponditori automatici di nozioni, docenti non degni di questo nome etc. etc.

Ora io vi chiedo, cari politicanti, cosa ne sapete voi di chi ha superato la prova scritta? Cosa ne sapete del percorso formativo e professionale di ognuno di noi?

Cosa ne sapete se insegniamo già da anni e se abbiamo contribuito, firmando anno dopo anno contratti a tempo determinato, a mantenere in piedi il sistema scolastico, anche in tempi di pandemia?

Ve lo dico io: NULLA, non ne sapete NULLA.

Però non vi siete tirati indietro nella gara a cavalcare l’onda del malcontento, dell’insoddisfazione, che voi stessi avete causato.

Voi, che avete in mano le redini di questo Paese, sapete solo giocare a dividere il popolo in fazioni e a metterle l’una contro l’altra; potete solo fare dichiarazioni polemiche, anche verso le decisioni che prendono gli stessi governi di cui fate parte, e volete solo conservare quella briciola di potere che avete tra le mani.

Credete che sia davvero possibile imparare a memoria, senza padroneggiarli, programmi tanto vasti? Credete che sia davvero possibile beccare 35 risposte esatte per puro caso?

È vero che tanti colleghi preparati sono stati bocciati (come tanti altri erano stati bocciati al concorso STEAM della scorsa estate), ma perché quelli promossi non dovrebbero essere dei docenti altrettanto bravi?

In Parlamento ci andate voi, non noi. Noi possiamo solo adeguarci alle decisioni, anche schizofreniche, che voi prendete.

Voi avete emanato un bando e voi lo avete poi modificato, scegliendo la prova a risposta chiusa, non noi. Noi abbiamo solo profuso tutto il nostro impegno per rispondere correttamente al maggior numero di domande.

Smettetela di offenderci, anche se siamo in pochi, e iniziate a lavorare, ma, se non ne siete capaci, fatevi da parte.

Danno tanta amarezza anche i commenti di tanti colleghi o aspiranti tali, che mettono in dubbio nostra preparazione, sminuendola con ipotesi campate in aria sulle regolarità delle prove (se ci fossero stati dei comportamenti anomali, sarebbe stato opportuno segnalarli alla commissione seduta stante) e con teorie improbabili sui colpi di fortuna, ma soprattutto sottolineando il carattere nozionistico delle domande.

Però bisognerebbe chiarire il concetto di domanda nozionistica.

Chiedere quale tecnica narrativa utilizza Verga nei Malavoglia è una domanda nozionistica o è verificare una conoscenza fondamentale per chi studia o insegna letteratura italiana? Chiedere quali sono i fiumi della vita di Ungaretti, cantati in una delle sue poesie più celebri, è una domanda nozionistica o è esaminare una conoscenza necessaria per inquadrare la vita di uno dei poeti più importanti del ‘900? Chiedere in che canto della Commedia è posto Giustiniano è una domanda nozionistica o testare la conoscenza di uno dei canti più noti dell’intero poema? Chiedere che cosa prevedevano gli Accordi di Plombieres è una domanda nozionistica o è valutare se si conosce una tappa determinante nel processo di unificazione del Regno d’Italia? Chiedere cosa stabiliva la Pace di Costanza è una domanda nozionistica (tenendo presente che le alternative palesemente errate descrivevano la Pace di Lodi, la Pace di Augusta e un’immaginaria pace tra Federico II e Innocenzo III) o è accertare se si conosce una fase importantissima nei rapporti tra Impero e comuni italiani nel Medioevo?

Chiudo, ricordando a tutti, politici, sindacalisti e colleghi, che le conoscenze riguardanti le metodologie didattiche saranno oggetto di verifica della prova orale.

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