Mercoledì sindacati uniti in piazza per cambiare reclutamento e vincere il precariato. Anief: senza cambiamenti protesta ad oltranza

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Mercoledì prossimo la scuola scende in piazza con manifestazioni unitarie a Roma e in tutta Italia: lo farà per chiedere di cambiare il decreto Sostegni-bis contro il quale si schierano compattamente i sindacati chiedendo di approvare degli emendamenti risolutivi per superare il problema della supplentite introducendo una volta per tutte il doppio canale di reclutamento.

A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: in un’intervista ad Orizzonte Scuola, il sindacalista ha detto che “con il Patto per la Scuola si era deciso di far partire dei tavoli su alcuni temi. Qualche giorno dopo è stato pubblicato un decreto legge” il Sostegni-bis, “che non ha tenuto conto del contenuto principale del patto: iniziare dei tavoli di confronto sui temi”. Il primo atto è stato “un momento politico per andare a chiarire se quel Patto era ancora in vigore e quindi se si aprivano dei tavoli ed emendare il decreto”.

Da parte del ministro Patrizio Bianchi c’è disponibilità: a questo punto l’obiettivo è centrare quel “progetto fondamentale a cui ci richiama il presidente Mattarella: quello di andare a costruire anche grazie ai fondi del Pnrr la società del domani, che passa appunto dalla scuola. In piazza o annunceremo che c’è un’apertura da parte del Governo su alcune proposte o continueremo ad oltranza con le forme di protesta”.

Sono partiti i tavoli di confronto tra Anief, Flc Cgil, Uil, Snals e Cisl – firmatarie del Patto per la Scuola- e il ministero dell’Istruzione: ha preso il via, in particolare, quello sul reclutamento del personale docente curriculare e posti di sostegno, sia sulla fase transitoria che sulla formazione e sui concorsi. “I temi sono stati trattati con la possibilità di emendare i decreti”, ha detto Pacifico. Presto se ne apriranno altri “sulla dirigenza scolastica, personale ATA e insegnanti di religione cattolica”, ma anche “subito un terzo sulla mobilità e sulle assegnazioni provvisorie”.

Pacifico ha ricorda che “c’è la volontà del ministro di confrontarsi sul tema del reclutamento anche eventualmente proponendo modifiche sul testo del decreto legge approvato sul reclutamento. Dall’altra parte si è confermata una convergenza tra le sigle rappresentative del personale della scuola presenti (la Gilda non era presente perché non ha firmato il Patto). Come Anief abbiamo illustrato la metà degli emendamenti. Alcune delle proposte sono condivise dagli altri sindacati”.

Il sindacalista si è quindi soffermato sul merito delle proposte: “Proponiamo un sistema di reclutamento che sia a regime e non solo per quest’anno e che riguardi chi è in prima fascia senza nessun vincolo di servizio. Dalla seconda fascia con un anno di Pas o Tfa sul sostegno durante l’anno di prova, anche a distanza e gratuitamente. In linea generale è condiviso dalle altre quattro sigle. E poi ci sono altri emendamenti che tendono a salvaguardare i ruoli conseguiti con riserva dal personale con diploma magistrale. Tutti riteniamo sia inutile rifare una prova disciplinare dopo una valutazione positiva dell’anno di prova. Chiediamo poi la semplificazione dei nuovi concorsi e di trovare la soluzione per chi ha partecipato allo straordinario ma è risultato non idoneo. Abbiamo inoltre ritenuto illustrare gli emendamenti che servono anche in coda alle attuali graduatorie finali del concorso ordinario e straordinario. In coda a questi le assunzioni degli altri”.

Come “è importante consentire, durante la frequenza dei corsi di abilitazione di specializzazione di chi è immesso in ruolo, la frequentazione anche a quelli che vogliono conseguire un’altra abilitazione, per i cosiddetti insegnanti immobilizzati”.

Il tema della mobilità mancata rimane serio. “L’abbiamo chiesto tutti con urgenza. Da lunedì prossimo saranno pubblicati gli esiti dei trasferimenti provinciali: solo sul 25% dei posti vacanti in organico e non sul 100%. Ciò significa che soltanto uno su dieci avrà accolta la domanda, quindi il tavolo deve partire subito o l’unica alternativa resta il ricorso”.

Il 9 giugno, conclude, “per la prima volta saremo in piazza tutti insieme e stiamo registrando la possibilità di portare avanti delle proposte comuni per risolvere il problema della supplentite. Certe battaglie non possono essere di una sigla ma della scuola tutta e auspichiamo che anche le forze dell’attuale maggioranza condividano questa battaglia, che non può essere di un partito ma di tutti”.

 

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