Mentana: Giovani non sono razzisti; scuola non più motore di cambiamento

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L’argomento doveva essere quello del mondo dell’informazione tra nuovi media e comunicazione e invece si è finito a parlare anche di scuola e di razzismo.

Protagonisti del dibattito sono stati Enrico Mentana, direttore del Tg La 7 e Mahmood, neo vincitore di Sanremo, ospiti del salotto dello scrittore Antonio Dikele Distefano, all’interno di Basement Cafè di Esse Magazine.

“La scuola – ha affermato Mentana – non è più motore di cambiamento. Quando le generazioni sono coese, il punto di aggregazione più classico è la scuola. Tutti i grandi movimenti sono nati dalle scuole, dai docenti o dagli studenti. Il sapere cova sempre il pensiero”. A questa conclusione il Direttore è arrivato proprio in un confronto fra i periodi storici dello ieri e dell’oggi.

Secondo Mentana, “Il linguaggio del razzismo dovrebbe essere una lingua morta; i giovani non sono razzisti e sono il futuro. Il problema è che in Italia spira un vento vecchio e putrido. Il problema non è far alzare i vecchi, ma è far sedere i giovani. Le nuove generazioni non sgomitano per entrare, non fanno lega per entrare. Ciascuno cerca singolarmente l’autino, la spinta, il futuro, fregandosene degli altri. Da un lato c’è pigrizia, dall’altro meno coscienza generazionale”. 

Come si legge sul canale youtube, in Basement café, di Esse Magazine, “La musica e il cinema viaggiano a tutta velocità verso nuove sfide e orizzonti, con un obbiettivo comune: conquistare un posto in prima pagina.

Per presentare la puntata, Antonio Dikele Distefano ha intervistato Mahmood, vincitore del Festival di San Remo, ed Enrico Mentana, direttore del tg La 7, “per capire come si costruisce quella vetrina, e come una storia può accedervi. Con una convinzione di fondo: dietro ogni grande notizia, non c’è mai una sola storia”.

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