Mense scolastiche. La regione Lombardia e il comune di Genova approvano il pasto da casa

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Due enti locali hanno scelto diverse soluzioni sulla possibilità di portarsi il pasto da casa invece che consumare quello della mensa scolastica.

Il Comune di Genova, infatti, in accordo con i dirigenti scolastici, ha stabilito di raccogliere i moduli delle eventuali domande delle famiglie per rinunciare all’iscrizione al servizio mensa a scuola sostituendolo con un pasto portato da casa. I moduli, disponibili in rete nel sito del Comune di Genova (comune.genova.it), potranno essere consegnati alle segreterie delle singole scuole entro il 30 settembre. Lo ha spiegato l’assessore alla Scuola del Comune di Genova Pino Boero oggi pomeriggio a Genova al termine di un incontro con i dirigenti scolastici del comitato di coordinamento della ‘Conferenza cittadina degli Istituticomprensivi genovesi’ per discutere la ricaduta della sentenza della Corte d’Appello di Torino relativa alla possibilità di consumare il pasto domestico a scuola.

La Regione Lombardia, invece, per discutere della possibilità degli alunni di portare a scuola un pasto preparato a casa convocherà “al più presto l’Anci, una rappresentanza del Consiglio e dell’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia e dell’Associazione Genitori per un confronto”.
Lo ha affermato l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea.
La commissione del Consiglio regionale ha infatti approvato a larga maggioranza una mozione che chiede alla Giunta di valutare
gli aspetti organizzativi per permettere agli studenti della scuola dell’obbligo di portarsi la ‘schiscetta’, cioè il pasto
da casa.
La prima firmataria del testo è il consigliere M5S Paola Macchi. A favore della mozione anche il capogruppo di FdI Riccardo De Corato; voto contrario, invece, da parte del Pd e del Patto civico.

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