Mense scolastiche: ancora troppe carni rosse nei piatti, in crescita i Comuni che eliminano i salumi

di redazione
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Nella terza edizione del Rating dei menu scolastici promosso da Foodinsider troviamo interessanti informazioni cira il consumo di carni rosse e salumi nelle mense scolastiche.

Il Comitato Scientifico che si è costituito a supporto di questa indagine ha registrato, per la prima volta, un’evoluzione dei menu scolastici mettendo a confronto i punteggi delle precedenti classifiche. Il dato che emerge dal confronto è una lenta ma progressiva tendenza a recepire le Raccomandazioni dell’OMS e del Codice Europeo contro il Cancro. Evoluzione che si coglie con l‘introduzione di cereali integrali biologici, soprattutto al nord Italia, una riduzione della carne conservata e dei dolci a fine pasto. Mense scolastiche, ecco dove si mangia meglio

Secondo i dati riportati nonostante un generale calo nel corso degli ultimi anni della proposta di carne (ad esempio Milano aveva 12 proposte di carne su 20 pasti al mese nel 2010 e 6 su 20 nel 2018) quella rossa continua a dominare rispetto alla bianca. Si distinguono Milano, Bergamo, Udine e Palermo per avere solo 2 proposte di carne rossa al mese, Cremona, Perugia, Venezia, Jesi, Sesto Fiorentino ne hanno 3, il 66% ne ha da 4 a 7 volte al mese, il 16% propone la carne rossa 8 e più volte al mese. Questo avviene in contrasto con le raccomandazioni dell’OMS e del Codice Europeo Anticancro che indicano di ridurne il consumo perché potenzialmente cancerogene, a seguito degli studi che evidenziano, senza ombra di dubbio, la pericolosità dovuto all’alto consumo (evita le carni conservate; limita il consumo di carni rosse e di alimenti ad elevato contenuto di sale).

Una nota a contorno sul consumo di carni: a Bologna dove le carni sono leggermente aumentate il Comune registra un incremento di richieste di menu senza carne, mentre a Cremona dove è stato introdotto un menu opzionale senza carne è stato richiesto dall’8% dell’utenza, quando l’aspettativa era di arrivare al 2%.

Sono in crescita i comuni che hanno eliminato i salumi: Venezia ne aveva ben 4 nel 2016 e quest’anno non he ha più, così hanno fatto anche Aosta, L’Aquila e a Napoli sono diminuiti drasticamente. Nel complesso i menu senza salumi che hanno recepito la raccomandazione dell’Oms di eliminare le carni conservate sono il 30%.

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