Mensa scolastica Torino, costi indiretti pari a più di 12 mln di euro

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Igor Boano, uno tra i genitori che sono riusciti a farsi riconoscere il diritto a far consumare al figlio il pasto domestico, ha fatto un esposto alla Corte dei Conti su i costi della mensa scolastica, come apprendiamo da La Repubblica di Torino.

L’esposto nasce dai numerosi costi indiretti pagati dalle famiglie e che poco hanno a che fare con il pasto vero e proprio consumato dai bambini.

Il genitore in questione, rientrando nella fascia più alta di ISEE, pagherebbe 7 euro a pasto.

Questi i costi indiretti sostenuti dalle famiglie:

450 mila ero per coprire la refezione degli insegnanti;

480 mila euro per la refezione addetti distribuzione e controllo;

1 milione e 50 mila euro il costo delle spedizioni dei bollettini alle famiglie morose, più 322 mila euro per il servizio di riscossione;

2 milioni di euro per entrate non riscosse e spese di procedura coattiva;

1.123.000,00 per le utenze;

1.071.000,00 euro per l’acquisto di cucine;

630 mila euro per l’acquisto di forni;

340 mila euro per l’acquisto di frigoriferi;

54 mila euro per le diete realizzate dall’Ospedale Regina Margherita;

74 mila euro per i controlli del Laboratorio chimico.

5.900.000,00 euro per il personale dell’Assessorato;

2.596.295,00 per gli insegnanti dell’infanzia.

Il totale complessivo delle summenzionate spese ammonta a più di 12.500.000, 00 euro.

Probabile, quindi, che la decisione di ricorrere al pasto domestico sia dovuta proprio all’elevato costo dei pasti forniti dalla mensa.

Al riguardo, l’Assessore Patti ha sottolineato che dal 2017 partirà la revisione dei costi.

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