Mensa scolastica, per consumare pasto domestico non basta volontà genitori

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“Il servizio di refezione scolastica è servizio locale a domanda individuale, che l’ente non ha l’obbligo di istituire ed organizzare ed è facoltativo per l’utente” e “non può risolversi nel consentire indiscriminatamente agli alunni di consumare il pasto domestico presso la mensa scolastica, ma implica l’adozione di una serie di misure organizzative – anche in funzione degli aspetti igienico-sanitari – in relazione alla specifica situazione logistica”.

Sono questi due periodi della sentenza della Corte d’Appello di Torino ripresi dall’ USR Emilia Romagna, per rispondere ai numerosi quesiti posti da numerosi dirigenti scolastici in relazione alle richieste avanzate dai genitori di diversi studenti per far consumare ai propri figli il pasto domestico a scuola e per affermare che in tal senso “non è sufficiente la volontà dei genitori”.

L’USR comunica alle Istituzioni scolastiche che la volontà dei genitori deve essere accompagnata dalle necessarie misure organizzative, che spettano agli Enti Locali, responsabili appunto dell’organizzazione del servizio, sulla base delle indicazioni igienico-sanitarie dell’ASL.

Pertanto, leggiamo ancora nella nota dell’Ufficio Scolastico per l’Emilia Romagna, ogni provvedimento in merito da parte dei dirigenti scolastici “andrebbe comunque assunto successivamente alla decisione dell’Ente locale e, sulla base di questa e delle misure organizzative ivi indicate, dopo l’acquisizione delle necessarie delibere degli OO.CC. delle scuole”.

Secondo l’USR, dunque, per permettere il consumo del pasto domestico, durante l’ora di mensa scolastica, sono necessari: la volontà dei genitori, l’organizzazione di apposito servizio da parte dell’Ente locale e le delibere degli organi collegiali.

Lo stesso Ufficio Scolastico Regionale fa notare che le sentenze, come quella della Corte d’Appello di Torino riguardano, ai sensi dell’art. 2909 del Codice di Procedura Civile, le parti e non valgono “erga omnes”.

Nella nota, infine, si comunica che sono stati avviati dei contati con la Direzione Generale cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia-Romagna, al fine di acquisire indicazioni igienico-sanitarie in ordine alla problematica, chesaranno comunicate non appena ricevute, in attesa inoltre delle indicazioni che dovrebbe fornire in merito anche il Miur.

nota USR Emilia Romagna

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